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CLOUD è un’installazione luminosa dedicata al tema della biodiversità. Composta da tubi LED sospesi a una struttura alta circa 6 metri, richiama un organismo vivo e in continua trasformazione. Le forme luminose evocano la complessità e l’interconnessione della natura, creando un’esperienza immersiva che invita a riflettere sull’equilibrio tra ambiente e presenza umana.
Piano primo
THROUGH THE MIRROR. EirikBrandal (Norvegia)
Installazione luminosa
THROUGH THE MIRRORè una composizione di due sculture che convivono in un habitat artificiale, immerso in una sonorizzazione originale e ipnotica. Piccoli movimenti meccanici, luci soffuse e suoni imprevedibili trasformano continuamente lo spazio, creando un dialogo autonomo tra le opere e l’ambiente che le accoglie.
FRAMMENTI DI NARCISO. DAZ (IT – Roma)
Videoproiezione
FRAMMENTI DI NARCISOriflette sulla biodiversità come rete di forme di vita interconnesse. Superfici di latte diventano specchi sui quali immagini di corpi, natura ed elementi organici si fondono, dissolvendo il confine tra umano e non umano. L’opera invita a riconoscersi come parte della trama vivente della natura.
HENOSIS. Valerio Calsolaro (IT – Lecce)
Videoproiezione
HENOSIS è un video che esplora unione, fusione e trasformazione attraverso paesaggi surreali in cui forme umane, vegetali e organiche si fondono. Figure femminili enigmatiche abitano un mondo sospeso tra fiaba e visione interiore, dissolvendo i confini tra corpo, natura e identità.
L’ACQUA NEL FRATTEMPO.* Chiara Funiati (IT – Lecce)
Nell’epoca della disinformazione diffusa, del conflitto bellico su larga scala e dell’avvento dell’intelligenza artificiale, il Festival Giornalisti del Mediterraneo compie 18 anni. Una ricorrenza importante, che si perfeziona in un anno quanto mai complicato per chi ha fatto della decodifica della realtà una professione: “La sfida, infatti, è quella di tenere ferme le regole eterne del giornalismo – il racconto della verità, da perseguire in scenari spesso indecifrabili – rimanendo però agganciati ai tempi e alle situazioni dell’attualità”, spiega il patron del Festival, Tommaso Forte. Senza tradire la necessità di riportare fatti inequivocabili, ma neppure l’esigenza di utilizzare i moderni mezzi comunicativi, che consentono di raggiungere in tempo reale platee inusitate di lettori.
Così anche quest’anno il Festival, in programma a Otranto dall’1 al 4 settembre – nella consueta cornice di Largo Porta Alfonsina, organizzato da Forte con Nicola Fragassi, Leda Cesari e Rosaria Bianco, in partnership con il Comune di Otranto – ha scelto di premiare nomi prestigiosi del giornalismo e della comunicazione italiana, e non solo.
Il Festival può inoltre contare sulla partnership editoriale di importanti realtà dell’informazione nazionale e internazionale, media partner dell’edizione 2026: ANSA, Radio Vaticana, Vatican News, La Gazzetta del Mezzogiorno e Mondoemediterraneo.eu, che accompagneranno la manifestazione nella diffusione dei contenuti, degli approfondimenti e dei principali appuntamenti in programma.
Il Premio “Caravella del Mediterraneo”, nella giornata del 4 settembre, verrà inoltre consegnato a Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista “Limes”; a Iacopo Luzi, corrispondente dalla Casa Bianca; al generale Armando Franza, comandante del
reparto aeronavale della Guardia di Finanza in Puglia; alla giornalista Lucia Esposito, sotto scorta per le sue inchieste sulla camorra; al giornalista palestinese Alhassan Selmi; a Claudio Antonelli, vicedirettore di “24Ore NextMed”; a Leonardo Zellino, inviato del Tg1. Premio speciale per la libertà di stampa alla giornalista americana Shelly Kittleson, freelance rapita a marzo scorso a Baghdad. Tra gli ospiti di quest’anno, inoltre, anche Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Il Festival, un appuntamento ormai consolidato che ha ospitato in questi diciotto anni oltre 1.000 tra giornalisti, analisti, istituzioni e accademici, è da sempre uno spazio di confronto sugli scenari geopolitici in atto nel bacino del Mediterraneo e nell’area europea, nonché sulle trasformazioni in corso nel mondo dell’informazione, alla luce di una sempre più radicata e massiccia presenza nelle nostre vite dell’intelligenza artificiale, “fatto che espone l’umanità a sfide sempre nuove”, spiega ancora Forte.
Ma ci sarà spazio anche per il tema della sicurezza per chi opera sul campo, della censura e dei tentativi crescenti di delegittimazione dei media, con uno sguardo alle dinamiche economiche e strategiche dell’area e alla Blue Economy, e naturalmente alle crisi belliche in atto nell’Europa dell’Est e nel Medio Oriente, con “incursioni” anche sul ruolo della diplomazia cattolica nei processi di mediazione e costruzione della pace.
Insomma, un’edizione cruciale, quella 2026, per chi intenda comprendere scenari presenti e futuri, non solo dell’informazione. “Il nostro piccolo, grande contributo sulla necessità di confrontarsi intorno alle questioni globali che coinvolgono le grandi nazioni con conseguenze che incidono sulla vita di ognuno di noi, anche nelle più piccole comunità”, conclude il sindaco di Otranto, Francesco Bruni. “Il tutto dall’angolo visuale di un luogo, la mia città, che da sempre ha fatto dell’ecumenismo e del dialogo tra popoli e culture diverse una delle sue vocazioni principali”.
In merito ad alcune polemiche pretestuose e inconsistenti che hanno, con nostra sorpresa, trovato spazio su alcune testate locali, il delegato alla Comunicazione e alla divulgazione della Ricerca, Luca Bandirali e l’Ufficio Comunicazione Istituzionale dell’Università del Salento ritengono doveroso ripristinare la realtà dei fatti.
Il contenuto “Tarantolate. Il morso della terra”, inserito nella campagna di comunicazione 2026 dell’Università del Salento con riferimento al Dipartimento di Studi umanistici, nasce da una collaborazione scientifica riconosciuta e finanziata con decreto del Ministero della Cultura.
Ciò premesso, la campagna 2026 è stata ideata e realizzata dall’Ufficio Comunicazione Istituzionale sulla base di un piano predisposto dal delegato alla Comunicazione e alla divulgazione della ricerca, il professor Bandirali, piano approvato dagli organi di ateneo. I nove Dipartimenti sono stati coinvolti in ogni fase: la costruzione delle proposte e dei contenuti è stata concertata e condivisa in ciascuna delle sue parti. «L’obiettivo che ci siamo prefissi – spiega Bandirali – è esporre l’ampiezza degli interessi di ricerca di un ateneo dinamico e propositivo, in tutti i campi del sapere».
Il testo dedicato a “Tarantolate” e pubblicato sul sito dell’azienda partner di progetto è stato elaborato a partire dal progetto medesimo che vede coinvolti lo stesso ateneo e la Larp Studio srl, società di produzione di spettacoli immersivi e arti performative. La collaborazione fra la parte pubblica e quella privata, nata nel 2025, valorizza il Larp come nuovo linguaggio creativo applicato a ricerca e formazione, intrattenimento e valorizzazione territoriale. Sullo stesso tema, del resto, l’ateneo offre un master di primo livello in Game design.
Oltre al piano didattico, la collaborazione con Larp Studio srl ha assunto carattere scientifico con il progetto “Tarantolate. Il morso della terra”, presentato da Larp Studio insieme a Eryados ETS nell’ambito del Decreto ministeriale 463 del 23 dicembre 2024, relativo al finanziamento dei Progetti Speciali 2026 per l’attività di teatro a valere sul Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo.
I Dipartimenti di Beni Culturali e di Studi Umanistici, con lettera firmata dai rispettivi direttori nel dicembre 2025, hanno sottoscritto una manifestazione d’interesse a collaborare fornendo «esclusivamente attività di consulenza scientifica, senza alcun onere finanziario a carico del Dipartimento e dell’Università del Salento e senza alcun coinvolgimento in obbligazioni finanziarie, gestionali e patrimoniali nella realizzazione del progetto». Con successivo decreto del Ministero della Cultura, nel febbraio 2026, il progetto è stato ritenuto meritevole di
finanziamento ed è tuttora in fase di esecuzione, avvalendosi della collaborazione scientifica di alcuni docenti dell’ateneo.
Sul piano dei materiali, in uno dei contenuti specifici dedicati al Dipartimento di Studi umanistici, la campagna ha scelto di richiamare il linguaggio del Larp — e non il fenomeno del tarantismo — proprio perché collegato a questo progetto innovativo. «L’immagine del claim è quella realizzata da Larp Studio per il lancio promozionale dell’evento, concessa liberamente all’ateneo in virtù di una collaborazione che si sostanzia in una consulenza scientifica senza scopo di lucro — chiarisce ancora Bandirali —. La finalità di lucro è del tutto legittima per la parte privata, oltre che prevista dal decreto citato, rimanendo nettamente distinta dal ruolo di sola validazione culturale proprio dell’Università».
Quanto al concetto di “metodo” richiamato nella comunicazione, l’ateneo precisa che la campagna prevede layout singoli per ciascun Dipartimento e layout accorpati a gruppi di tre. «“Metodo-ricerca-realtà” è un claim di sintesi per parola chiave che non rimanda a un contenuto specifico, ma ai pilastri della campagna, ed è funzionale ai soli layout tripartiti — osserva il delegato —. Ne è prova il fatto che lo stesso contenuto esiste anche in versione singola, con un claim differente: “Nei gesti, nei riti, nella memoria”». Il contenuto in questione, aggiunge, rappresenta uno degli innumerevoli indirizzi formativi e di ricerca dell’ateneo — in questo caso il gaming — accanto ad altri proposti dai Dipartimenti, dalla robotica applicata alle cure mediche a una missione spaziale, fino a una scoperta archeologica.
La campagna – per la quale sono state stanziati poco più di 131mila euro – copre un anno solare, comprende una serie diversificata di attività di promozione dell’offerta formativa e della ricerca di ateneo ed è tuttora in corso, con l’obiettivo di mostrare la vastità degli interessi di ricerca dell’Università del Salento, avvicendando continuamente nuovi contenuti.
L’Università, nel rivendicare la bontà scientifica dei propri progetti e la trasparenza delle procedure, respinge qualsiasi illazione che riduca un’articolata strategia di Ateneo a polemica strumentale.
Oria accoglie l’Edizione Zero di “Verso il Mercato della Terra – Vincenzo Corrado” Nella città natale di Vincenzo Corrado, produttori da tutta la Puglia si incontrano per raccontare biodiversità, agricoltura, tradizioni alimentari e cultura del cibo. Domenica 23 agosto 2026, a partire dalle ore 18.00, Oria ospiterà l’Edizione Zero di “Verso il Mercato della Terra – Vincenzo Corrado”, iniziativa promossa da Slow Food Oria “Vincenzo Corrado” con l’obiettivo di avviare un percorso dedicato alla valorizzazione delle produzioni locali, della biodiversità, della filiera corta e del rapporto diretto tra produttori e cittadini. La scelta di Oria e del nome della manifestazione porta con sé un significato particolare. Oria è infatti la città natale di Vincenzo Corrado, gastronomo e autore del Settecento, figura importante nella storia della cultura gastronomica italiana e autore de Il cuoco galante e Del cibo pitagorico, opera nella quale dedicò particolare attenzione agli alimenti vegetali. Un legame con la storia che oggi diventa occasione per guardare al futuro e tornare a parlare di terra, stagionalità, biodiversità, produzioni locali e cultura mediterranea del cibo. È da qui che nasce idealmente “Verso il Mercato della Terra”. Non un semplice mercato e non soltanto un’esposizione di prodotti, ma un luogo nel quale far incontrare direttamente chi produce e chi acquista, conoscere le persone che stanno dietro a ciò che portiamo sulle nostre tavole, ascoltarne le storie e comprendere il lavoro necessario per custodire prodotti, saperi e territori. PRODUTTORI DA QUATTRO PROVINCE PUGLIESI Per questa Edizione Zero arriveranno a Oria realtà provenienti dalle province di Brindisi, Taranto, Lecce e Bari, dando vita a un percorso attraverso sapori, produzioni e tradizioni differenti della Puglia.
Ronde della Taranta 2026, Galatina torna a danzare al ritmo della pizzica: domani, venerdì 20 agosto 2026, alle 11, la conferenza stampa nella chiesetta di San Paolo. Tutto pronto per il grande evento del 23 agosto 2026 nel centro della città. Il festival itinerante della Notte della Taranta si chiude a Galatina.
ULTIMA TAPPA DEL FESTIVAL ITINERANTE DELLA NOTTE DELLA TARANTA, DOPO IL CONCERTONE: APPUNTAMENTO PROMOSSO DAL COMUNE DI GALATINA E DALLA FONDAZIONE NOTTE DELLA TARANTA.
GALATINA – Le “Ronde della Taranta” tornano anche quest’anno a Galatina, pronte a trasformare il cuore della città in un grande rito collettivo fatto di musica, danza, tamburelli e partecipazione popolare. Si tratta di un evento promosso dal Comune di Galatina e dalla Fondazione della Notte della Taranta: è l’ultima tappa del Festival itinerante della Notte della Taranta, un giorno dopo il concertone di Melpignano.
L’appuntamento con l’attesa manifestazione è fissato per domenica 23 agosto 2026 e, come da tradizione, l’evento sarà preceduto dalla conferenza stampa di presentazione che si terrà venerdì 21 agosto, alle ore 11, nella suggestiva chiesetta di San Paolo, in piazza San Pietro, a Galatina, luogo simbolo della storia del tarantismo galatinese.
Alla conferenza stampa saranno presenti la vicesindaca e assessore al Turismo del Comune di Galatina, Maria Grazia Anselmi, il direttore artistico Giancarlo Paglialunga e i musicisti protagonisti della manifestazione. Anche la presentazione sarà nel segno della tradizione e della pizzica: alcuni artisti accompagneranno infatti l’incontro con momenti musicali dal vivo, facendo risuonare i tamburelli proprio all’interno di uno dei luoghi più profondamente legati alla memoria delle “tarantate”.
Per l’organizzazione dell’edizione 2026 il Comune di Galatina si è affidato all’associazione ARNEO TAMBOURINE, che opererà in collaborazione con l’associazione Boomers & Co. Aps, con l’obiettivo di dare vita a una serata indimenticabile. La direzione artistica è affidata a Giancarlo Paglialunga, mentre la direzione di produzione è curata da Alessandro Spongano.
Anche quest’anno a Galatina è atteso un vero e proprio fiume di persone, destinato a invadere pacificamente le vie, le piazze e le corti del centro storico per uno degli eventi più identitari dell’estate salentina. Le “Ronde della Taranta”, giunte alla loro quinta edizione, hanno saputo riportare al centro le origini più autentiche della pizzica: non soltanto uno spettacolo da osservare, ma un rito collettivo al quale la comunità partecipa insieme a musicisti e ballerini, lasciandosi trascinare in un’esperienza liberatoria.
È proprio a Galatina che la storia della taranta affonda alcune delle sue radici più profonde. Nella città in cui le “tarantate” cercavano la guarigione attraverso la devozione a San Paolo, raggiungendo la cappella dedicata al santo e attingendo l’acqua dal celebre pozzo, il rito religioso si intrecciava alla musica e alla danza. Pizzica, fede e folklore diventavano così parti dello stesso universo. Con le “Ronde della Taranta” Galatina riscopre dunque le proprie origini e la propria identità: l’evento ha appena cinque anni, ma recupera e restituisce alla città qualcosa che esiste da secoli, perché è qui che la tradizione della taranta ha trovato uno dei suoi luoghi simbolo.
Il 23 agosto la pizzica tornerà quindi ad essere rito di comunità, capace di accogliere visitatori e passanti, coinvolgendoli nei cerchi musicali e trascinandoli nell’energia incalzante dei tamburi.
L’invito rivolto a galatinesi e turisti è semplice: munirsi di tamburello e scendere in strada, lasciandosi accompagnare dalla musica per tutta la notte.
Saranno sette i gruppi itineranti, protagonisti assoluti della serata:
Il Paglialunga Trio sarà composto da Giancarlo Paglialunga, Massimiliano De Marco e Giuseppe Anglano.
Gli Scazzacatarante vedranno protagonisti Tony De Giorgi, Matteo Gaballo, Roberto Margari, Pantaleo De Pascalis, Lorenzo Codazzo, Giorgio Giaracuni e Luca Congedo.
Gli Sciacuddhuzzi saranno formati da Giuseppe Attanasi, Billy Mangione, Flavio Baldassarre, Cesare Vincenti, Francesco Leo, Mattia Ramundo e Sergio Amato.
La Jonica Popolare schiererà Andrea Martinicco, Salvatore Rolli, Daniele Maniglio, Mattia De Mattese, Angelo Baccassino e Gabriele Gigante.
I Niuri te sule saranno Giuseppe Delle Donne, Demis Lofari, Tommaso Massarelli, Riccardo Cortese e Giorgio Doveri.
Il Sapunaru project vedrà insieme Gioacchino De Filippo, Ippazio Rizzello, Nicola Mauro e Alessio Giannotta.
Completa il grande mosaico musicale La ronda de li Ucci, con Antonio Melegari, Alessio Giannotta, Mattia Chittano, Giovanni Palma e Vittorio Chittano.
IL PROGRAMMA DELLA SERATA:
Il programma entrerà nel vivo alle 20.30, con il raduno delle ronde nelle sette location stabilite e l’intrattenimento acustico dei gruppi nei rispettivi punti di partenza. Alle 21 partiranno i sette gruppi itineranti, ciascuno lungo il proprio percorso, con diverse tappe nelle vie e nelle corti del centro. Alle 22 tutti convergeranno in piazza Alighieri, nell’area della fontana della “Pupa”, dove inizieranno le performance. Alle 00.15 sarà la volta della performance finale curata da Giancarlo Paglialunga, che darà il via alle ronde spontanee. All’1 terminerà lo spettacolo musicale sul main stage, ma la festa continuerà in acustico con le ronde spontanee.
La formula resta quella, ormai collaudata, che ha decretato il successo delle precedenti edizioni: tamburellisti e artisti attraverseranno Galatina tra piazze e antiche corti, facendo vivere un ritmo ancestrale e rinnovando il legame con la terra, per poi ritrovarsi tutti in piazza Alighieri. Il main stage sarà collocato nella piazzetta della “Pupa”, la celebre “Lampada senza luce”, dove i gruppi itineranti si alterneranno su tre postazioni.
Il gran finale vedrà sul palco Giancarlo Paglialunga, Massimiliano De Marco, Giuseppe Anglano, Billy Mangione, Cesare Vincenti, Salvatore Rolli, Gioacchino De Filippo e Matteo Gaballo. Sarà proprio Paglialunga, insieme ad alcuni componenti delle formazioni itineranti, ad avviare le ronde spontanee destinate a proseguire anche dopo la conclusione dello spettacolo ufficiale.
Prima della grande notte del 23 agosto, dunque, l’appuntamento è per venerdì 21 agosto alle ore 11 nella chiesetta di San Paolo, in piazza San Pietro, per una conferenza stampa che non sarà soltanto la presentazione di un programma, ma già un primo assaggio della festa: parole, tamburelli e pizzica nel luogo in cui storia, devozione e tradizione continuano ancora oggi a raccontare l’anima più profonda di Galatina.
Venerdì 21 agosto 2026 alle ore 20.00, a Surano (Piazzetta Ugo Foscolo) si terrà la presentazione della raccolta poetica di Pina Petracca, “Serve filo”, edita da Musicaos Editore. Un incontro dedicato alla poesia dell’autrice salentina, alla musica e alle letture poetiche, organizzato dall’Associazione Turistica Pro Loco Surano e dal Comune di Surano. Dopo i saluti di Ada Merico (Presidente Pro Loco Surano), seguirà il dialogo tra l’autrice, con gli interventi di Giuseppe Orsi, Arianna Rizzo. Interverrà Rita Cuna (Presidente AITF Delegazione Puglia). Le letture delle poesie dalla raccolta saranno eseguite da Donato Chiarello, le musiche sono a cura del M* Antonio Papa. Il ricavato della vendita viene devoluto dall’Autrice all’AITF (Associazione Italiana Trapiantati di Fegato, Delegazione Puglia OdV). Ingresso libero.
«In questa raccolta poetica, dal sorprendente titolo “Serve filo”, Pina Petracca ha messo insieme versi di una bellezza unica», scrive nella postfazione al volume lo scrittore e critico Maurizio Nocera. Una sensibilità poetica, quella di Pina Petracca, capace di divenire luogo di incontro per la natura e la storia, per il paesaggio, per le creature e i molteplici segni dei viventi. Una voce che coglie gli attimi, le istantaneità, come somma di emozione, sentimenti, percezioni. Questi versi sono addensativi, tendono a una concrezione dell’esistere. Non si lasci ingannare il lettore dalla precisione delle date, questa precisione è la stessa di un
oroscopo poetico, fisico, non astrologico ma astronomico, in cui si compie la congiunzione di astri che mette in relazione l’esplosione di una bomba in una guerra lontana alla muta della pelle di un rettile, con un orientarsi del tempo e dello spazio in sintonia tra uomo e cosmo. Il filo che lega è un reticolo, è intuizione, relazione, memoria. Il sentire poetico, qui, si fa interprete di un universo di accadimenti, per restituire un’immagine che è ferita/denuncia e allo stesso tempo lenimento.
Pina Petracca, insegnante e poetessa di Surano (Lecce), ha pubblicato raccolte come «Inno alla vita» (1999), «L’Antidoto» (2007), «Solitudini a Sud della tua luce» (2017) e «Sabbia di confine» (2022), selezionato dall’UniSALENTO per la rassegna “Letture Prossime”.
Ha collaborato con la pittrice Laura Petracca nel volume «Il senso dell’incanto» (2013). Vincitrice di numerosi premi nazionali, tra cui il “Città di Manfredonia” e il “Lecce Art Festival”. Nel 2022 ha ricevuto il Premio “Donne del Sud” e alcune sue poesie sono state tradotte in rumeno. Partecipa regolarmente a reading e rassegne letterarie.
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