“Venti eventi alle 20.20”

La rassegna estiva nei luoghi inconsueti a Manduria e nelle sue marine

con la direzione artistica di Ferdinando Arnò

Una divertente maratona di appuntamenti da sabato 8 a lunedì 31 agosto

Si posiziona un po’ lateralmente rispetto alle tradizionali programmazioni estive “Venti eventi alle 20.20”, che si legge tutto d’un fiato “ventieventialleventieventi”, rassegna che si svolge da sabato 8 a lunedì 31 agosto con la direzione artistica e l’organizzazione di Ferdinando Arnò, compositore, arrangiatore e discografico, il patrocinio del Comune di Manduria e sostenuta dal Duc Manduria Distretto urbano del commercio.

La proposta, che va considerata come un’edizione zero, nasce dalla città e accade dove la città vive, nei suoi luoghi più impensati, è ricca e dalla cifra originale e divertente, rompe gli schemi portando nella cittadina messapica un format che si propone di essere un tentativo, un primo assaggio, un “amuse-bouche”, di recuperare e restituire alla comunità molti luoghi inediti o chiusi del patrimonio culturale e popolare come il cinema Ideal, piazzette di periferia, l’osservatorio astronomico nella frazione Uggiano Montefusco, gli spazi esterni dell’iconico pub Angelè, che ha accolto generazioni di ragazze e ragazzi tra gli anni Novanta e Duemila, senza dimenticare una fruizione sostenibile delle marine. L’orario, un gioco, ma anche quel momento in cui la giornata sta per finire e la notte estiva è ancora lunga.

“La rassegna è fatta di eventi che durano una sera, alcuni dei quali sarebbe bello restassero per anni”, afferma Ferdinando Arnò. “La rassegna è un esperimento, indica una direzione, una possibilità, per dare una sterzata e per evitare la noia, ridare fiducia e portare gioia ai cittadini. Il futuro comincia così: con qualcosa che non c’era in un luogo che credevamo di conoscere”.

Ricco il programma, che ha avuto un’anteprima venerdì 31 luglio con “Che cozze vuoi?”: un invito ai ristoranti del centro a interpretare un piatto a base di cozze tarantine, presidio Slow Food dal 2022. La maratona va da sabato 8 a lunedì 31 agosto, con musica, danza, cinema, mostre, performance,

incontri e appuntamenti che sciolgono il sorriso, come ad esempio l’omaggio alla commedia sexy italiana anni Settanta e “La notte dei complottisti”, per farsi beffa delle paure della contemporaneità. Ma anche eleganti performance musicali in stretta relazione con i luoghi che le ospitano.

“Accogliamo con entusiasmo e favore la serie di eventi proposta dal maestro Arnò”, afferma il sindaco Domenico Sammarco, “anzitutto perché siamo sicuri possa contribuire a far tornare vivi e partecipati tutti gli spazi entro i quali saranno via via realizzati gli eventi, con un positivo riscontro sul commercio e attività di vicinato in genere e anche perché rappresenta una fattiva dimostrazione della possibilità concreta di collaborare tutti insieme, al di là degli schieramenti, per il bene della città che amiamo. Ringraziamo pertanto il maestro Arnò per il grande contributo di talento, idee e passione, vero ‘padre’ di questa bella iniziativa e al quale andrà ogni onore per il successo che siamo sicuri la stessa riscuoterà tra i nostri cittadini”.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.

Il programma nei dettagli

Martedì 18 – ore 20.20

Canto delle creature

Convento dei Francescani

Il chiostro del convento, luogo di particolare suggestione e conosciuto da pochi, accoglie un paesaggio sonoro che attinge anche ai suoni della natura, canti di uccelli, richiami lontani, fruscii di ali. Una riflessione comune per sensibilizzare al rispetto della natura, ispirandosi anche al messaggio di San Francesco d’Assisi. Musica che non riempie il silenzio ma lo restituisce. Al pianoforte il maestro Ferdinando Arnò. Papa Francesco ha ricordato che nessuna creatura è una cosa, uno sfondo, una presenza minore. E proprio in questi giorni una lettera di Papa Leone XIV alla LIPU ha riportato al centro una verità semplice: il modo in cui trattiamo il creato è una questione sociale e morale. L’essere umano è creatura tra le creature.

Mercoledì 19 – ore 20.20

Minos a cura di Soqquadro collective

San Pietro in Bevagna

Con Minos, Soqquadro Collective attraversa il mito per parlare del presente, di identità, trasformazione, paura, desiderio e di quel confine instabile tra ciò che siamo e ciò che gli altri vedono in noi.

A San Pietro in Bevagna non c’è soltanto uno spettacolo di danza dentro un luogo. C’è un luogo che entra nello spettacolo: la sabbia, il vento, la luce che diminuisce, il mare che continua il proprio movimento mentre i corpi cercano una via d’uscita. Regia e coreografie di Francesco Biasi.

Venerdì 21 – ore 20.20

Aspettando il Festival dei Messapi con Tony Guerriero

San Pietro in Bevagna

C’è una rotonda a San Pietro in Bevagna, una rotonda sul mare. È lì che, come mille violini portati dal vento, arriva una voce che Manduria credeva di aver archiviato con le sue estati migliori. Tony Guerriero non fa un’operazione nostalgia. Niente reliquie. Prende le canzoni degli anni Sessanta, quel decennio in cui tutto sembrava possibile e spesso lo era, le smonta, le riaccorda, le rimette in strada. I brani sono quelli, ma respirano l’aria di adesso. Aspettando il Festival dei Messapi è un titolo che è già una dichiarazione: il concerto

è il primo passo verso la resurrezione della manifestazione che negli anni d’oro riempiva Manduria di musica e di gente.

Sabato 22 – ore 20.20

A morte l’amore

Ex Angelè

Nel cortile dell’ex Angelé, pub storico della cittadina, si esibisce il trio A morte l’amore. La band è nata dall’incontro tra Giuseppe Damicis (chitarra/voce), Simone Prudenzano (batteria) e Mauro Capogrosso (basso) e si rifà ad un immaginario influenzato dal cinema noir e di genere, che si spinge alla ricerca di interpretazioni sonore poco convenzionali passando da Mal e i Primitives, alla Loredana Bertè della prima ora, dai compositori di musica per film degli anni ’70 a Bowie e fino alle ultime scorribande glam rock degli Eagles Of Death Metal.

Domenica 23 – ore 20.20

Bayblue – The beach session

Torre Colimena

Musica che arriva dal mare in una delle marine di Manduria, Torre Colimena, anfiteatro naturale, curva perfetta di Mediterraneo. La consolle è su una barca ancorata nel porticciolo. Non un concerto ma una sessione al tramonto con sonorità house, elettroniche, disco oblique e luci che assecondano le variazioni del blu del mare.

Da lunedì 24 a venerdì 28 – ore 20.20

“Finalmente al mare”

Piazza Ciracì, alimentari Ciracì

La mostra fotografica di Stefano Rosselli, il suo sguardo originale su persone e luoghi, in rottura con l’immagine da cartolina del Salento.

Mercoledì 26 – ore 20.20

Jon Kenzie

Cinema Ideal

Interprete e cantautore soul di Manchester, Jon Kenzie si esibisce in uno dei luoghi chiusi di Manduria di cui si sente maggiormente la mancanza: il cinema Ideal in piazza Garibaldi. Non è possibile entrare ma il concerto sarà proiettato in diretta su uno schermo in piazza, un modo per ritrovare almeno nello sguardo un posto di incredibile bellezza, farlo scoprire alle nuove generazioni, auspicarne la riapertura.

Sabato 29 – ore 20.20

Silent disco

Ex Angelè

Una discoteca senza musica. Almeno, per chi guarda da fuori. Da fuori si sentiranno soltanto i passi, i respiri, qualche risata, il movimento dei corpi. Da dentro, invece, la musica sarà ovunque. La Silent Disco crea una frequenza comune, privata e collettiva nello stesso tempo. Tutti dentro la stessa canzone. Tutti dentro lo stesso ritmo. E intorno, quasi silenzio. Per una sera, lo spazio esterno ex Angelè diventa una festa perfettamente udibile soltanto da chi ne fa parte.

Lunedì 31 – ore dalle 18.20 fino alle 20.20

In the cave in the light

La rassegna chiude in un luogo di straordinaria suggestione: una maestosa cava nelle campagne manduriane. Con la performance di danza di Anita Lorusso si contempla il tramonto, si assorbono le vibrazioni del mondo, il ciclo della vita. Niente effetti speciali solo la bellezza del canyon. L’orario, per l’unica volta, cambia: si inizia alle 18.20 per finire, naturalmente, alle 20.20.

Addio a Enzo Bitonti, il maestro della luce che da Tricase ha raccontato la storia del Novecento

Tricase, Casa Betania. Si è spento Enzo Bitonti, storico direttore della fotografia della Rai, figura simbolo di una stagione irripetibile del servizio pubblico e testimone diretto dei grandi eventi del Novecento. Nelle sue ultime ore ha ricevuto la benedizione del Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme in visita nel Salento: un legame profondo, quello con la Terra Santa, che insieme all’Africa gli è sempre rimasto nel cuore, accompagnandolo fino alla fine.

Nato a Tricase nel 1933, figlio d’arte del fotografo Guerino (detto Salvatore, premiato dal Ministero delle Corporazioni), Bitonti cresce tra le camere oscure del Salento prima di trasferirsi a Roma per perfezionarsi al Centro Sperimentale di Cinematografia. Entrato in Rai nel 1960, la sua carriera attraversa oltre quarant’anni di TV: dagli esordi come cameraman accanto a maestri come Alberto Manzi (Telescuola), Mario Bernacca ed Enzo Tortora, fino ai grandi reportage internazionali che lo hanno visto protagonista e narratore fotografico nei punti caldi del pianeta.

La sua telecamera ha registrato la storia nel suo farsi.

I fronti di guerra e le crisi globali: Inviato in Medio Oriente con Massimo Sani, ha documentato la Guerra dei Sei Giorni del 1967 (intervistando Albert Sabin, Golda Meir e Moshe Dayan) per poi tornare sul campo durante la Guerra del Kippur e negli anni ’80 tra Golan e Siria. Tra le sue missioni, anche i reportage nella Rhodesia di Ian Smith e nell’Uganda di Idi Amin Dada, i documentari negli Stati Uniti con Gianni Bisiach e i reportage d’inchiesta sulle piaghe italiane (dall’Anonima Sequestri alla ‘ndrangheta).

E ancora, ha documentato i grandi snodi del secolo: È stato tra i reporter presenti sul posto per documentare il clima politico e sociale durante la caduta del Muro di Berlino, oltre ad aver firmato lavori di enorme pregio storico come il docufilm Martin Lutero (1983), girato nella Germania dell’Est e proiettato a Tricase nel gennaio 2025 in un evento celebrativo patrocinato dalla Diocesi e dal Comune.

Da ricordare i viaggi papali e l’attenzione per la cultura: nel 1964 seguì lo storico viaggio di Papa Paolo VI in India (ricevendo in dono un’opera bronzea di Giacomo Manzù dal Vaticano). Ha firmato la fotografia di pietre miliari della televisione come il monumentale film-inchiesta Italia in guerra (1983) con Massimo Sani e lo storico Giorgio Rochat — opera in sei episodi girata sui principali fronti mondiali e ancora oggi trasmessa su Rai Storia — e ha collaborato con icone della cultura come Giorgio Strehler, Vittorio Gassman, i fratelli Taviani, Liliana Cavani, Federico Zeri, Mario Schifano e Luciano Ventrone.

Uomo di raffinata sensibilità visiva, Bitonti ha spaziato anche nella musica leggera, firmando nel 1980 in Egitto la fotografia del videoclip di Franco Battiato per il brano La Fantasia dei Popoli.

Nonostante una vita trascorsa sui set di tutto il mondo e la residenza romana, Enzo Bitonti non ha mai reciso il cordone ombelicale con il Salento, tornando ogni estate nella sua casa affacciata sul Ciolo e a Tricase, la sua “piccola patria”.

Con lui se ne va uno degli ultimi maestri capaci di trasformare la luce in memoria collettiva, lasciando in eredità al Paese un patrimonio di immagini che sono parte integrante della storia televisiva d’Italia.

14 agosto 2026

FESTA DI SAN CATALDO 2026

A Corato (Ba), dal 22 al 25 agosto, torna la grande festa patronale dedicata a San Cataldo, riproposta nella sua magnificenza e nei suoi tratti più autenticamente tradizionali, recuperati e attualizzati grazie al programma studiato e organizzato da Comune di Corato, Deputazione Maggiore “San Cataldo” e PugliArmonica.

La festa si chiude con la consueta serata aggiuntiva, il “fuori programma di San Cataldo”, quest’anno con l’atteso concerto di ALEX BRITTI in Piazza Cesare Battisti martedì 25 agosto alle ore 21.30 (ingresso libero).

I dettagli del programma 2026 della festa verranno presentati il prossimo lunedì, 17 agosto, alle ore 11 nella Sala verde del Palazzo di Città. Interverranno il sindaco di Corato Corrado De Benedittis, l’assessore alle Politiche culturali, Turismo e Marketing territoriale. Beniamino Marcone, il dirigente I Settore Affari generali di Corato Pippo Sciscioli, il coordinatore zonale della Zona Pastorale “San Cataldo” don Antonio Maldera, il presidente della Deputazione Maggiore “San Cataldo” Aldo Scaringella e il presidente di PugliArmonica Graziano Cennamo.

ERIKA PERRONE (UILFPC PUGLIA): «ONDATE DI CALORE, SULLA SICUREZZA DEI PORTALETTERE BASTA IMMOBILISMO. ORA L’AZIONE È ISTITUZIONALE»

LECCE – «Anche il 2026 rischia di passare senza che Poste Italiane affronti realmente e in maniera strutturale il problema delle ondate di calore e dei rischi ai quali sono quotidianamente esposti i portalettere». A denunciarlo è Erika Perrone, Responsabile di Lecce – Settore Poste – UILFPC Puglia, che annuncia il passaggio dell’azione sindacale sul piano istituzionale dopo le segnalazioni già inoltrate nel mese di luglio.

«Abbiamo segnalato formalmente alla Regione Puglia, agli SPESAL e all’Ispettorato del Lavoro una situazione che, a nostro giudizio, non può più essere sottovalutata – dichiara Erika Perrone –. In particolare, abbiamo posto l’attenzione sulla mancata applicazione delle necessarie misure di tutela rispetto all’ordinanza regionale che vieta lo svolgimento delle attività lavorative nelle fasce orarie caratterizzate da un livello di rischio elevato per i lavoratori esposti direttamente al sole».

Secondo il sindacato, la risposta di Poste Italiane continua a essere insufficiente rispetto alla gravità del problema. «Di fronte a temperature estreme e a condizioni climatiche che diventano ogni estate più difficili, – sottolinea Perrone – abbiamo registrato un immobilismo che consideriamo inaccettabile. La salute e la sicurezza dei lavoratori non possono essere subordinate alle esigenze organizzative e produttive. Proprio per questo, come UILFPC Puglia, abbiamo deciso di rivolgerci alle istituzioni affinché vengano effettuate tutte le verifiche necessarie e si arrivi finalmente a un cambio di rotta».

Per la UILFPC PUGLIA, sono almeno tre le criticità che necessitano di interventi immediati.

La prima riguarda l’adeguatezza del vestiario e dei dispositivi di protezione individuale utilizzati dai portalettere, che devono essere realmente compatibili con attività svolte per diverse ore all’esterno e in condizioni di temperature particolarmente elevate.

La seconda riguarda le modalità con cui vengono comunicati e valutati i livelli di rischio attraverso la piattaforma Worklimate. «Non possiamo accettare – evidenzia Erika Perrone – che la rappresentazione del rischio non coincida con le condizioni reali nelle quali il lavoratore

è chiamato a operare. Un sistema di prevenzione è efficace solo quando fotografa concretamente l’esposizione del lavoratore e consente di adottare tempestivamente le misure di tutela».

Il terzo punto è quello che Perrone definisce «probabilmente il più paradossale»: la classificazione dei portalettere come lavoratori all’ombra: «Parliamo di lavoratori che percorrono quotidianamente chilometri sulle strade delle nostre città, utilizzando motocicli, automezzi o procedendo a piedi, effettuando consegne in piena esposizione solare. Continuare a considerarli lavoratori all’ombra significa partire da un presupposto che non corrisponde più alla realtà del lavoro del portalettere».

La UILFPC Puglia ribadisce quindi la volontà di proseguire l’azione nei confronti di Poste Italiane e delle istituzioni competenti: «Non abbasseremo la guardia, perché sulla sicurezza non può esistere alcun compromesso. Vogliamo che le istituzioni ci sostengano nel pretendere misure concrete di prevenzione, una diversa organizzazione del lavoro nei periodi caratterizzati da temperature estreme e una valutazione del rischio realmente aderente alle mansioni svolte».

Ma la battaglia della UILFPC Puglia guarda anche oltre l’emergenza estiva.

«Riteniamo sia arrivato il momento di aprire una discussione molto più ampia sul lavoro dei portalettere – conclude Erika Perrone –. Le condizioni operative, l’esposizione quotidiana agli agenti atmosferici, il carico fisico, le percorrenze e le caratteristiche stesse della mansione impongono una riflessione seria sul riconoscimento dell’attività del portalettere come lavoro gravoso e usurante. È una battaglia che intendiamo portare avanti con determinazione, chiedendo il sostegno delle istituzioni. Difendere oggi la salute dei lavoratori significa anche costruire tutele adeguate al loro futuro».

Lecce, 14 agosto 2026

CRITA – FESTIVAL DELLE ARTI

IX EDIZIONE

Acqua che scorre

Dopo la pausa estiva, riprende giovedì 20 agosto la programmazione di “Crita. Festival delle arti”, che mette in connessione l’arte con il territorio e le comunità, ideata e prodotta dalla cooperativa Ventinovenove con la direzione artistica di Gabriele Polimeno, Mary Negro e Giuseppe Bortone e che quest’anno, da luglio a ottobre, tocca i comuni di Bagnolo del Salento, Collepasso, Cutrofiano, Maglie e Galatone.

Quattro gli appuntamenti in programma ad agosto, tra Collepasso e Cutrofiano, con spettacoli che attraversano la narrazione, la letteratura, la comicità e la memoria civile.

Si riparte giovedì 20 agosto, alle 21, al Palazzo Baronale di Collepasso, con lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini e il suo spettacolo “L’alfabeto delle emozioni”, un viaggio nel labirinto del sentire umano, tra storie, esempi e racconti attraverso un immaginario alfabeto in cui ogni lettera corrisponde a un’emozione: dalla paura alla felicità, dalla malinconia agli stati d’animo che accompagnano la nostra vita. Massini porta in scena la forza e la fragilità dell’essere umano con la cifra del narratore capace di intrecciare profondità e ironia.

Sinossi: Noi siamo quello che proviamo. E raccontarci agli altri significa raccontare le nostre emozioni. Ma come farlo, in un momento che sembra confondere tutto con tutto, perdendo i confini fra gli stati d’animo? Ci viene detto che siamo analfabeti emotivi, e proprio da qui parte Stefano Massini – lo scrittore così amato per i suoi racconti in tv del giovedì sera a “Piazzapulita” – per un viaggio profondissimo e ironico al tempo stesso nel labirinto del nostro sentire e sentirci. In un immaginario alfabeto in cui ogni lettera è un’emozione (P come Paura, F come Felicità, M come Malinconia…), Massini trascina il pubblico in un susseguirsi di storie e di esempi irresistibili, con l’obiettivo unico di chiamare per nome ciò che ci muove da dentro. Scorrono visi, ritratti, nomi, situazioni. Ad andare in scena è la forza e la fragilità dell’essere umano, dipinta con l’estro e il divertimento di un appassionato narratore, definito da Repubblica “il più popolare raccontastorie del momento”.

C’è tempo sino a mercoledì 19 agosto per partecipare alla masterclass di scrittura teatrale “La responsabilità delle parole” con il pluripremiato attore e drammaturgo Mario Perrotta, che si svolge nella Biblioteca Comunale di Bagnolo del Salento (LE) nei giorni 25, 28 e 29 agosto, dalle 19 alle ore 21. La partecipazione è gratuita su selezione: occorre inviare il curriculum vitae e la lettera motivazionale (all’indirizzo mail cooperativa@29nove.com entro il 19 agosto indicando nell’oggetto: Candidatura “La responsabilità delle parole”. Per informazioni: 353/4294041).

Nel tempo che stiamo attraversando – un tempo segnato da urgenze, contraddizioni e scelte che non possono essere rimandate – la scrittura teatrale può diventare un gesto di responsabilità. Un modo per osservare il presente senza sottrarsi alla sua complessità, per attraversarne le domande e trasformarle in racconto. Scrivere per il teatro significa anche provare ad abitare ciò che accade mentre accade: dare forma alle tensioni del contemporaneo, ascoltarne le molteplici voci e cercare, attraverso la parola, nuove possibilità di comprensione e di relazione. Il lavoro prenderà avvio dalle storie che ci fanno stare scomodi sulla sedia, da quelle che generano domande, inquietudine e confronto. Storie che ci chiedono di guardare ciò che spesso scegliamo di ignorare e di interrogarci sul nostro modo di stare nel mondo. Perché la responsabilità sociale, civile e umana non è un’idea astratta: è una materia concreta, viva, che può attraversare la scrittura e farsi voce, corpo e scena. La masterclass non intende proporsi come un percorso completo di drammaturgia o di scrittura, ma come un’occasione di incontro e confronto attorno alla scrittura teatrale: uno spazio condiviso in cui riflettere sulle parole, sulle storie e sulle responsabilità che esse possono generare.

Lunedì 24 agosto, alle 21, in Piazza Municipio a Cutrofiano, Mario Perrotta va in scena con il suo “Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino e la libertà”. Cuore dello spettacolo il Nano del romanzo autobiografico di Italo Calvino “La giornata d’uno scrutatore”, un personaggio cui Calvino dedica una sola pagina e di cui Perrotta immagina l’intera esistenza. Attraverso la sua storia, lo spettacolo riflette sul concetto di libertà, intrecciando le opere di Calvino con versi, musica e canzoni-teatro.

Sinossi: In scena un uomo, o meglio, la sua voce interiore. È la sua anima che fa spettacolo. Tra i tanti abitanti delle pagine dei romanzi di Calvino, è quello meno libero: ha un corpo, una lingua e una mente che non rispondono alla sua urgenza di dire, di agire. Oggi e solo oggi, però, ha deciso di fare spettacolo della sua esistenza, dei suoi pensieri, dei sentimenti che lo agitano. Lui, inchiodato com’è a una croce che non ha voluto, ha deciso di prendersi un’ora d’aria, un’ora e poco più di libertà. E la cerca, la libertà, tra le pagine delle opere del “signor Calvino Italo”, la racconta come sa e come può, la trasforma in versi, in musica, in parabole e collegamenti iperbolici tra un romanzo e l’altro, in canzoni-teatro sarcastiche e frenetiche e improvvisi minuetti intimi, “scalvinando” quelle opere a suo uso e consumo. Il tutto mentre accanto scorre, amaramente ironica, la sua personalissima storia d’amore, una storia impossibile per quel corpo e quella lingua incapaci di parlare.

La libertà, Calvino e io

“Il personaggio in scena è un abitante del Cottolengo, il Nano del romanzo autobiografico La giornata d’uno scrutatore, personaggio cui Calvino dedica una sola pagina se pur memorabile. Ho scelto lui e ne ho immaginato tutta l’esistenza – esistenza che Calvino non ci racconta – proprio perché il mio intento era ragionare intorno al concetto di libertà e il Nano del romanzo ne è totalmente privo. E torno così alle ragioni prime del mio progetto: non certo uno spettacolo su Calvino, ma uno spettacolo sulla libertà, sull’autodeterminazione, tema che occupa da molto tempo i miei pensieri sull’uomo in quanto animale sociale e sulle storture che mi fastidiano nel nostro convivere quotidiano. Per mia fortuna lo stesso tema ha assediato i pensieri di Italo Calvino lungo tutta la sua parabola letteraria, attraversando ugualmente i romanzi realistici, così come quelli fantastici e l’epoca combinatoria. Questo mi ha consentito di coniugare il mio “ragionare di libertà” con la possibilità di affrontare un autore che ho molto amato ma che mai avevo osato accostare al mio teatro. Ho sempre pensato, difatti, che Calvino fosse impossibile da rappresentare, almeno così com’è. È stato questo confluire delle mie riflessioni e di quelle di Calvino intorno a quella parola fragile che è “libertà” che mi hanno convinto a provarci. E, soprattutto, è stato la scoperta di quel romanzo considerato minore e quel personaggio così impossibilitato a scegliere per sé stesso a darmi una plausibile via da percorrere con la mia scrittura. Parto, quindi, dalla sua condizione antitetica di disabile totale per parlare della condizione di noi “abili” che la libertà la sprechiamo ogni giorno. E affondo le mani liberamente negli altri scritti di Calvino “scalvinandoli”, scompigliandoli e ricomponendoli, così come serve al Nano per procedere nella sua serata di spettacolo. Ne è venuto fuori uno spettacolo profondamente mio che – al contempo – mi sembra rispettare nella sua sostanza profonda la lezione calviniana sulla libertà. Un omaggio personalissimo a un autore che ha saputo modellare la mia visione delle cose del mondo.” Mario Perrotta.

A chiudere gli appuntamenti di agosto lunedì 31 agosto, alle 21, in Piazza Municipio a Cutrofiano, “Un altro giorno ancora. Sui passi di Renata Fonte”, di e con Angela De Gaetano, produzione Factory compagnia transadriatica. Lo spettacolo restituisce il ritratto umano di Renata Fonte, giovane donna, madre, sposa e amministratrice impegnata nelle battaglie civili e sociali del Salento. La sua vicenda si intreccia con la storia di una donna che ha fatto della ricerca della verità, del bene e della giustizia il centro del proprio impegno e che venne assassinata il 31 marzo 1984, a 33 anni, mentre rientrava a casa dopo un Consiglio comunale.

Sinossi: Una donna forte, esemplare, sta tornando a casa dopo aver svolto il suo dovere in Consiglio comunale, a cui si era presentata con la febbre pur di non venire meno all’impegno con la sua coscienza, con le persone che era chiamata a rappresentare, con la sua terra. Manca poco alla mezzanotte. Mancano pochi passi al portone di casa sua. Nel silenzio quieto di una sera di primavera, tre colpi di pistola feriscono l’aria e la vita. Feriscono a morte una giovane donna, carismatica, colta e appassionata, sempre alla ricerca della verità, del bene e della giustizia. Quella di Renata Fonte è stata un’esistenza piena, pervasa dal desiderio di incontrare il mondo ed esprimere sé stessa e i suoi valori, in ogni attività, non solo politica. Nello spettacolo prende vita il ritratto umano di questa donna straordinaria, i cui passi non smetteranno mai di risuonare.

Renata Fonte nasce a Nardò il 10 marzo del 1951. Entra in politica nel 1982, prima donna a ricoprire il ruolo di consigliere e assessore del Partito repubblicano a Nardò. Ancor prima di essere eletta, Renata era attiva su molti fronti, in prima linea nelle battaglie civili e sociali dei primi anni Ottanta; tra queste è tra i fondatori del Comitato per la Tutela di Portoselvaggio, bene paesaggistico e storico-archeologico del Salento per cui lotta con dedizione e coraggio, contro il pericolo della cementificazione dell’area. La notte del 31 marzo 1984, viene assassinata a colpi di pistola, mentre rientrava a casa dopo un Consiglio comunale: aveva compiuto da poco 33 anni, giovane donna, madre, sposa, esempio per tutti. Nel 2002 Renata Fonte viene riconosciuta vittima di criminalità mafiosa.

CRITA. FESTIVAL DELLE ARTI è la programmazione estiva del progetto annuale CRITA! finanziato a valere sui fondi POC Puglia 2021-2027 e realizzato in partenariato i Comuni di Collepasso, Bagnolo del Salento, Cutrofiano, Galatone, Maglie, Zeronovenove con il patrocinio di Legacoop Puglia.

“Acqua che scorre” è il tema dell’edizione 2026 CRITA! L’acqua è scelta come immagine guida: elemento fragile e potente, capace di attraversare i luoghi, modificare i paesaggi, unire comunità, scavare memoria e generare futuro. Dopo le precedenti edizioni dedicate al rapporto tra arte, territorio, comunità e partecipazione, il festival continua il proprio percorso nei paesi del Salento, con particolare attenzione ai comuni del bacino dell’Asso e ai luoghi in cui la cultura può diventare occasione di incontro, rigenerazione e racconto collettivo. “Acqua che scorre” è un invito a non restare fermi. A riconoscere che i territori, come le persone, vivono solo se attraversati: da storie, relazioni, visioni, desideri. L’acqua diventa così metafora di una cultura che non si chiude nei contenitori tradizionali ed è un elemento fondamentale che richiama anche il titolo della rassegna: la creta. Senza acqua l’argilla resta polvere, con l’acqua diventa forma. Allo stesso modo, senza relazione la cultura rischia di restare evento isolato.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero con offerta e prenotazione.

“Rudy Marra il talento Galatinese in concerto” 35 anni di musica contromano, Giovedì 13 agosto 2026 a Novoli

Giovedì 13 agosto 2026, alle ore 21:30, presso l’Ostello Novello di Novoli, Rudy Marra torna dal vivo con uno spettacolo acustico intenso ed essenziale che attraversa oltre trentacinque anni di ricerca artistica, canzoni, racconti e visioni. Sul palco sarà accompagnato da Cesare “Muci” Vincenti alle chitarre e Valerio Chetta all’Hammond e piano elettrico.

Ingresso libero

Quella di Rudy Marra è una delle traiettorie più originali e indipendenti della canzone d’autore italiana. Autore, compositore, scrittore e artista difficilmente catalogabile, Marra ha costruito nel tempo un percorso coerente e personale, sempre distante dalle mode e dalle convenzioni del mercato musicale. Una carriera iniziata giovanissimo e sviluppatasi attraverso esperienze che spaziano dal rock al cantautorato, dalla letteratura al teatro musicale, mantenendo intatta una forte tensione creativa e uno sguardo critico sulla realtà contemporanea.

Nato a Galatina nel 1964 e laureato in Sociologia presso l’Università di Urbino con una tesi dedicata a una rilettura in chiave rock di Massa e potere di Elias Canetti, Rudy Marra debutta negli anni Ottanta come autore e musicista. Dopo i primi passi nella scena punk, arriva alla ribalta nazionale con il brano “Gaetano”, presentato al Festival di Sanremo 1991 nella sezione Nuove Proposte e accolto favorevolmente dalla critica.

Negli anni successivi pubblica album significativi come Come eravamo stupidi, Sopa d’amour e Sono un genio ma non lo dimostro, firmando canzoni che mescolano popolare e contemporaneo, ironia e riflessione, tradizione e sperimentazione. Parallelamente sviluppa una intensa attività di autore per numerosi interpreti della musica italiana e affianca alla produzione musicale quella letteraria, pubblicando romanzi e saggi che approfondiscono temi sociali, culturali e artistici.

Negli ultimi anni il suo percorso si è ulteriormente radicalizzato attraverso progetti come Rudy & The M.O.B., esperienza che fonde alternative rock, blues, free jazz e punk in una formula originale che lo stesso artista definisce “free punkluezz”. Una ricerca che testimonia la costante volontà di superare i confini dei generi e di reinventare linguaggi e strumenti espressivi.

Il concerto di Novoli propone una dimensione più raccolta e ravvicinata, nella quale le canzoni possono essere ascoltate nella loro essenza più autentica. Un viaggio acustico tra brani storici, racconti, riflessioni e nuove prospettive artistiche, guidato da una voce che continua a scegliere percorsi indipendenti e non convenzionali.

Una serata dedicata a chi ama la musica libera, capace di sfuggire alle etichette e di trasformare ogni esperienza in racconto, memoria e visione.

CONTROMANO SEMPRE! è lo slogan che da sempre accompagna Rudy Marra e che sintetizza perfettamente il senso di questo incontro con il pubblico.

L’incontro è organizzato dalla Saletta della Cultura Gregorio Vetrugno Aps di Novoli che, con il progetto OSTELLO Smart & Art Artisti in residenza, è risultata “Vincitore Luoghi

Comuni – iniziativa promossa dalle Politiche Giovanili della Regione Puglia e ARTI finanziata con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 e del Fondo Nazionale Politiche Giovanili”, in collaborazione con ANPI Sezione di Novoli (LE).