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Lecce – 30 marzo 2026 – In provincia di Lecce, circa 3.000 testimoni di Geova stanno partecipando a
una campagna speciale per invitare il pubblico ad un evento pensato per far conoscere alla comunità
la promessa biblica di un futuro migliore. In tutto il mondo sono oltre 9 milioni i testimoni di Geova
impegnati nella stessa campagna.
La sera di giovedì 2 aprile 2026, in occasione della celebrazione annuale della Cena del Signore
(chiamata anche Commemorazione della morte di Gesù), verrà pronunciato un discorso che metterà
in risalto ciò che Gesù insegnò riguardo al futuro dell’umanità.
“La vita e gli insegnamenti di Gesù hanno un significato profondo per moltissime persone in tutto il
mondo. Il nostro desiderio è che questa celebrazione, osservata dai cristiani ininterrottamente da
quasi duemila anni, aiuti chi sarà presente a comprenderne il legame con una speranza straordinaria”,
ha detto Giuseppe Carbonara, portavoce dei Testimoni di Geova della Puglia e Basilicata.
Fu quasi duemila anni fa, il 14 Nisan del calendario ebraico, nell’anno 33 d.C., che Gesù istituì la Cena
del Signore con i suoi apostoli. Quella sera Gesù diede questo comando, come riportato nel Vangelo di
Luca 22:19: “Continuate a fare questo in mio ricordo”.
Ubbidire a quel comando ogni anno, nel giorno corrispondente a quella data, aiuta i Testimoni di
Geova a ricordare quanto sia concreta la speranza biblica che la terra verrà risanata. Lo scorso anno
più di 20 milioni di persone hanno assistito alla celebrazione della Cena del Signore.
Per saperne di più sulla commemorazione della Cena del Signore e per conoscere il luogo più vicino a
te in cui si svolgerà, visita jw.org > chi siamo > commemorazione. L’evento è gratuito e aperto al
pubblico, come tutti gli eventi organizzati dai Testimoni di Geova
rispondono al consigliere regionale Paride Mazzotta
Sulla vicenda del centro cottura dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce non è più accettabile assistere a interventi tardivi e dichiarazioni che rischiano di trasformare un problema serio in semplice terreno di scontro politico.
Le organizzazioni sindacali UILTuCS e CGIL da anni denunciano questa situazione e chiedono con forza la riapertura della cucina interna, senza essere mai state realmente coinvolte nei processi decisionali.
Parliamo di una vicenda che dura dal 2018 e che, ancora oggi, non ha trovato una soluzione concreta. Nel frattempo, si è scelto di esternalizzare il servizio, con tutte le criticità che questo comporta sia sul piano della qualità percepita dall’utenza, sia sotto il profilo organizzativo.
Ma c’è un aspetto che continua a essere ignorato nel dibattito pubblico e che invece è centrale: quello occupazionale.
Circa 150 lavoratrici e lavoratori hanno pagato direttamente le conseguenze delle scelte adottate dall’amministrazione regionale guidata da Michele Emiliano, scelte motivate da logiche di riduzione della spesa pubblica che, nei fatti, si sono tradotte in un peggioramento delle condizioni contrattuali e lavorative.
È inaccettabile che il contenimento dei costi si scarichi sistematicamente su chi lavora e sulla qualità dei servizi essenziali. Non si può parlare di efficienza quando il prezzo lo pagano i lavoratori e i cittadini.
La riapertura del centro cottura non è soltanto una questione organizzativa: è una scelta politica che deve tenere insieme qualità del servizio sanitario e rispetto della dignità del lavoro.
Per questo chiediamo con forza di essere coinvolti in modo strutturato e non episodico in ogni fase del percorso decisionale. Non accetteremo soluzioni calate dall’alto che continuino a ignorare chi ogni giorno garantisce il servizio.
Dopo otto anni di ritardi, annunci e promesse, è il momento di assumersi responsabilità chiare e di dare risposte concrete, restituendo qualità all’utenza e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori.
Filcams CGIL Lecce UILTuCS Lecce
Daniela Campobasso Giacomo Bevilacqua
Un piccolo robot con le sembianze di un verme marino capace di fungere da ausilio in interventi medici di diverso genere. È questo il cuore del progetto curato dall’Università del Salento, insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e all’HCMR greco e al centro di un articolo scientifico pubblicato da Scientific Reports, del gruppo Nature.
Il verme protagonista del progetto è Phascolosoma stephensoni, un anellide sipunculidae raccolto lungo le coste rocciose del Salento, analizzato dal team di ricerca UniSalento guidato dal professor Luigi Musco, zoologo marino e leader del workpackage del progetto MAPWORMS ideato per studiare morfologia, anatomia e comportamento di questo organismo marino.
Grazie a tecniche di analisi del movimento, alla microtomografia computerizzata ad alta risoluzione e ad altre tecniche innovative, studiosi e studiose di UniSalento hanno estratto le caratteristiche strutturali e l’architettura muscoloscheletrica interna del verme. Successivamente, grazie ai dati raccolti, il Sant’Anna di Pisa ha creato un modello matematico utile a realizzare un’architettura robotica morbida di silicone magnetoreattivo ispirata proprio a Phascolosoma stephensoni. Questo primo prototipo di soft robot, esattamente come l’anellide, è in grado di allungarsi fino a 2,5 volte la sua lunghezza iniziale.
La soft robotics è una branca della robotica che grazie alla bioispirazione – ovvero ispirandosi alla natura – crea robot morbidi in grado di interagire in completa sicurezza in procedure mediche all’interno del corpo umano.
«Il progetto MAPWORMS – dichiara il professor Musco – dimostra quanto la ricerca di base sia fondamentale: osservare, comprendere e descrivere la natura, anche nei suoi dettagli apparentemente meno importanti, è il primo passo per generare innovazione. Studiando organismi come Phascolosoma stephensoni non ci siamo limitati ad ampliare le conoscenze sulla biodiversità marina, ma abbiamo aperto una via per lo sviluppo di applicazioni tecnologiche avanzate. La natura continua a offrirci soluzioni straordinarie e sta a noi riconoscerle e tradurle in progresso scientifico e tecnologico».
«Da tempo studiamo le eccezionali capacità di piccoli organismi animali di muoversi all’interno di ambienti non strutturati: abbiamo iniziato negli anni ’90 a sviluppare endoscopi a locomozione autonoma bioispirati, che ormai sono utilizzati a livello clinico. Ma la capacità di protrusione ed elongazione raggiunta dai dispositivi sviluppati in MAPWORMS non ha eguali ed apre innumerevoli opportunità cliniche, anche grazie a un sistema di attuazione completamente senza fili basato su interazioni magnetiche» aggiunge la professoressa Arianna Menciassi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, leader del progetto.
TREPUZZI (LECCE) — Tre giorni per rimettere al centro una parola spesso evitata: “diversi”. Dal 27 al 29 marzo, l’Auditorium Zona Santi ospita “DIVERSI – Quando il limite si fa panorama”, rassegna culturale curata da BLABLABLA con il sostegno del Comune di Trepuzzi.
Più che un cartellone di eventi, il progetto si presenta come una riflessione sulla normalità e sui suoi confini. Il titolo richiama l’etimologia latina divertĕre — “volgersi altrove” — e propone la diversità come scelta consapevole, non come etichetta.

Il sottotitolo introduce il tema centrale: il limite non come ostacolo, ma come prospettiva. Un cambio di sguardo che attraversa l’intero programma, tra teatro, musica e incontri.
Si parte venerdì 27 marzo alle 20 con “Ragazzo, Uomo, Altro” di Francesco Cicconetti, monologo sull’identità e la transizione di genere. Alle 21:30 il concerto di H.E.R., tra violino ed elettronica.
Sabato 28 marzo alle 19 il talk “Quando il limite si fa panorama” con Nadia Lauricella, insieme ad A. Bolognese, G. Calò, T. De Nitto, C. Fiorita e F. Lupo, con la moderazione di Ivan Sederino e interventi performativi. Alle 21 spazio al teatro con “I racconti del merlo. Due fiabe di Oscar Wilde”, regia di Tonio De Nitto.
Domenica 29 marzo alle 16:30 “La bambina che andava a pile”, percorso sull’identità per bambini dai 4 ai 10 anni. Alle 18 chiusura con “Sogno in scatola” di ZeroMeccanico Teatro.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. L’intera rassegna è pensata in chiave accessibile, con spazi senza barriere architettoniche e servizio di trasporto gratuito per persone con disabilità.

MELENDUGNO – Una comunità che si stringe attorno a un bambino, una gara di solidarietà che unisce musica, spettacolo e impegno civile. Domenica 12 aprile, a partire dalle ore 17.00, lo stadio comunale di Melendugno ospiterà un grande evento benefico a sostegno del piccolo Jonas, il bambino di tre anni e mezzo originario di San Pietro Vernotico affetto da tetraparesi spastica dovuta a paralisi cerebrale infantile.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Melendugno, nasce con l’obiettivo di raccogliere i fondi necessari – circa 90mila euro – per consentire a Jonas di sottoporsi a un innovativo ciclo di cure in Messico, una terapia non ancora disponibile in Italia ma che sta offrendo risultati incoraggianti su bambini con la stessa patologia. Sarà il papà ad accompagnarlo in questo importante percorso: un viaggio carico di speranza che rappresenta non solo un tentativo concreto di miglioramento per Jonas, ma anche l’inizio di un progetto più ampio.
Dall’esperienza della sperimentazione, infatti, nascerà un’associazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei bambini affetti da questa patologia e sostenere le famiglie che affrontano lo stesso percorso. L’auspicio è che, grazie ai risultati della terapia, questa possa in futuro diventare una procedura medica riconosciuta e accessibile anche in Italia.
A rendere possibile questa importante mobilitazione è stata una straordinaria rete di associazioni, volontari e realtà del territorio, attivata grazie all’iniziativa di Cinzia Licci, cittadina di Borgagne, attiva da anni nel sociale, dopo aver appreso la storia di Jonas, coinvolgendo l’amministrazione comunale e il tessuto associativo locale.Tra i protagonisti dell’organizzazione: l’Angelo Farfalla, che devolverà anche il ricavato della vendita delle uova di Pasqua, la squadra di calcio Terre di Acaya e Roca, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, il Comitato Feste Borgagne, il Circolo culturale ricreativo Borgagne, Play Park, Vrani Club, Pro Loco Borgagne, Opinioni Libere, l’Istituto Comprensivo Rina Durante, il Comitato Feste Melendugno, la Parrocchia Maria Santissima Assunta, Avis (sezione G. Petrachi e Borgagne Odv), la Protezione Civile, il Movimento Giovani in Gioco, l’Oratorio Don Orione, Beerbante Salentina, Fiesta – Party per tutti, Sacs Service, Pro Loco Terre di Melendugno e Auser Terre di Acaya e Roca.
Sul palco si alterneranno numerosi artisti e gruppi affermati che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, offrendo gratuitamente le proprie performance: Allegra Compagnia Cantante, Zimbaria, Stefania Morciano, Luigi Marra, Enzo Petrachi, Fiore Maggiulli, Antonio Marra, Leonardo Cordella, Samuele Tommasi, Sandro Pellè, Li Vasapiedi, Luigi Pellè DJ e Roberto Lezzi.
L’evento sarà pensato anche per le famiglie e i più piccoli: nell’area dedicata ai bambini saranno presenti gonfiabili, zucchero filato e un teatrino di marionette. Proprio dai più piccoli, attraverso l’esperienza del gioco, prendono forma i sentimenti dell’empatia e il valore del dono.
Non mancherà un’area food con panini, patatine, pittule e bibite.
«Tutto è nato da un semplice messaggio», racconta Cinzia Licci. «Abbiamo chiesto aiuto al Comune, alle associazioni e ai cittadini, e in pochissimo tempo si è attivata una macchina organizzativa straordinaria. Questa risposta dimostra quanto il nostro territorio sappia essere solidale. Il nostro impegno guarda lontano: vogliamo contribuire a dare voce a queste famiglie e sperare che queste cure possano un giorno essere accessibili anche in Italia».
La storia di Jonas è quella di un piccolo guerriero: nato prematuro alla 25ª settimana di gestazione, dopo mesi difficili e una diagnosi complessa, continua ogni giorno la sua battaglia insieme ai genitori, che non hanno mai smesso di cercare nuove possibilità per migliorare la sua qualità di vita.
Chiunque voglia contribuire può farlo partecipando all’evento o effettuando una donazione, anche minima, tramite IBAN:
IT19H0306979272100000009203
Melendugno e Borgagne si uniscono così in un grande abbraccio collettivo: perché la speranza di Jonas possa diventare un traguardo concreto.