A Tricase il progetto “Amore e Rispetto”

Un percorso di consapevolezza su un tema sociale cruciale come quello delle relazioni e della cultura del rispetto. È il cuore del progetto “Amore e Rispetto”, ideato dall’associazione Voce alle donne ODV di Ruffano, articolato in due incontri pomeridiani dedicati all’analisi delle dinamiche affettive e dell’educazione alle differenze.

L’iniziativa pone l’attenzione sulla cultura patriarcale, spesso alla base di comportamenti e modelli emotivi, e si propone di offrire strumenti di lettura e comprensione soprattutto alle nuove generazioni.

Il primo appuntamento è in programma mercoledì 6 maggio 2026, alle ore 17:00, presso le Scuderie di Palazzo Gallone a Tricase. Protagonista dell’incontro sarà la professoressa Francesca Romana Recchia Luciani, ordinaria di Filosofie contemporanee e saperi di genere all’Università di Bari e coordinatrice del Dottorato Nazionale in Gender Studies, che affronterà il tema attraverso il pensiero di dieci pensatrici contemporanee.

A dialogare con la filosofa saranno due classi quarte del Liceo “G. Stampacchia” di Tricase, coordinate dalle docenti Angela Maria Alfarano e Lucrezia Rosano, in un confronto diretto tra mondo accademico e studenti, volto a stimolare riflessioni critiche e partecipazione attiva.

Il secondo appuntamento si terrà giovedì 7 maggio, alle ore 15:00, sempre presso le Scuderie di Palazzo Gallone. Ospite sarà la dottoressa Francesca Ghiozzi, psicologa clinica del centro Food for Mind di Genova, che condurrà l’incontro dal titolo “Vivere la relazione. Laboratorio di condivisione”.

L’incontro offrirà uno spazio di confronto sul disagio giovanile e sulla confusione emotiva che può sfociare, in alcuni casi, in forme di violenza, rivolta verso sé stessi o verso gli altri. Al centro della discussione, domande e riflessioni sul ruolo dell’altro e sul valore delle emozioni all’interno delle relazioni, in un dialogo aperto tra la psicoterapeuta e i partecipanti, inclusi gli studenti.

Il progetto “Amore e Rispetto” si avvale della collaborazione del CSV Brindisi Lecce – Volontariato nel Salento ETS, nell’ambito dell’Invito alla coprogettazione degli ETS – Anno 2025, e di una rete di partner istituzionali e culturali: il Presidio del Libro del Capo di Leuca, coordinato dal professor Mario Carparelli dell’Università del Salento, l’Assessorato

all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, il Comune di Tricase, il Liceo “G. Stampacchia”, l’associazione Love Salento e la libreria indipendente Marescritto.

Un’iniziativa che intreccia formazione, dialogo e impegno civile, con l’obiettivo di promuovere una cultura fondata su rispetto, ascolto e consapevolezza emotiva.

Luigi De Simone,dalla Terra D’otranto all’Italia Unita: Il 5 Maggio,presentazione del Volume

Il 5 maggio, alle ore 19, nella sala Teatrino del Convitto Palmieri, Luigi De Luca (Polo Biblio-museale di Lecce) e Valerio Ugenti (Università del Salento) presenteranno il volume “Luigi G. De Simone dalla Terra d’Otranto all’Italia unita”, a cura di Alessandro Capone, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2026. Il volume contiene una serie di contributi su Luigi G. De Simone (1835-1902), definito da Mario Marti come «uno dei padri della nuova cultura umanistica salentina al tempo esaltante dell’Unità d’Italia».

Il volume pubblica per la prima volta lettere e documenti conservati principalmente nella Biblioteca Provinciale “Nicola Bernardini”, che custodisce il Fondo “De Simone”, e presenta da più punti di vista la figura e gli studi di Luigi G. De Simone, che fu magistrato, erudito, studioso di folklore, appassionato di storia, corrispondente di studiosi italiani e stranieri, ricercatore di reperti archeologici sul territorio salentino, promotore della Commissione Conservatrice dei Monumenti, del Museo archeologico, dell’Archivio di Stato e della Biblioteca.

Primo Maggio Lavoro stabile, contratti rappresentativi

Bari, 30 aprile 2026 – Il Decreto Lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri in vista del Primo Maggio introduce misure rilevanti in materia di salario, occupazione, rinnovo dei contratti, conciliazione vita-lavoro, sicurezza e contrasto al caporalato digitale, con una dotazione complessiva indicata in circa 934 milioni di euro. Per Confartigianato Puglia il provvedimento contiene molti elementi positivi, ma la sua efficacia si giocherà interamente nella fase attuativa.

“Il lavoro si difende rafforzando le imprese sane, premiando chi applica contratti seri e creando le condizioni perché assumere a tempo indeterminato sia una scelta sostenibile – dichiara Michele Dituri, Presidente di Confartigianato Puglia. L’aggancio del tema salariale ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative è un passaggio fondamentale per contrastare dumping contrattuale, lavoro povero e concorrenza sleale. Allo stesso tempo, è necessario evitare che nuove norme producano rigidità eccessive o comprimano l’autonomia negoziale delle parti sociali”.

Secondo l’ultima analisi nazionale dell’Ufficio Studi di Confartigianato (su base dati ISTAT – Rilevazione sulle Forze di Lavoro), negli ultimi quattro anni, nonostante problematiche energetiche, inflazione, tensioni geopolitiche e rallentamento della domanda, il lavoro dipendente stabile in Italia è cresciuto dell’11,2%, con 1.650.000 dipendenti permanenti in più tra il 2021 e il 2025. Nello stesso periodo l’occupazione complessiva è aumentata di 1.563.000 unità, pari al +6,9%, mentre il Mezzogiorno ha mostrato una dinamica superiore alla media nazionale, con il Sud a +8,7% e le Isole a +11,4%.

In questo quadro, le elaborazioni dell’Ufficio Studi su dati Eurostat e ISTAT mostrano che la Puglia ha registrato una crescita dell’occupazione del 7,8% tra il 2021 e il 2025, ma resta ancora distante dai livelli europei, con un tasso di occupazione 20-64 anni pari al 55,2%, contro una media italiana del 67,6% e una media UE del 76,1%. I dati congiunturali individuano inoltre segnali rallentamento: nel solo 2025, infatti, l’occupazione in Puglia ha subito una flessione dello 0,3%.

“Il dato pugliese ci consegna due riflessioni: il lavoro è cresciuto, ma il divario resta ancora troppo ampio. Ogni misura nazionale va valutata anche per la sua capacità di produrre effetti nei territori in cui l’occupazione è più fragile”, sottolinea Dituri.

Secondo Confartigianato Puglia, gli incentivi per giovani, donne, ZES e stabilizzazioni possono rappresentare una leva importante per il Mezzogiorno, in un contesto economico segnato da costi energetici elevati, forte competizione internazionale e crescente fragilità delle filiere locali. Tuttavia, il nodo è operativo: “Le microimprese hanno bisogno di strumenti semplici, certi e programmabili, non di misure formalmente corrette ma di fatto inaccessibili”. Per Dituri: “assunzioni, formazione duale, credito e politiche per il Mezzogiorno devono parlare la stessa

lingua. Serve una strategia strutturale che accompagni le imprese nella crescita, nell’innovazione e nel ricambio generazionale”.

Confartigianato Puglia richiama inoltre il valore della rappresentanza e della bilateralità: “nel comparto artigiano la contrattazione non è solo salario, ma welfare, formazione, sicurezza e prossimità. È un modello che tiene insieme competitività dell’impresa e tutela della persona e che il Legislatore ha riconosciuto ma va ulteriormente rafforzato. Senza imprese solide non c’ è lavoro stabile e senza lavoro qualificato non c’è sviluppo. Le imprese non chiedono sussidi, chiedono condizioni per assumere. Se queste condizioni sono chiare e agibili, il lavoro stabile è una naturale conseguenza. Per questo chiediamo al Governo una fase attuativa rapida, chiara e costruita con il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza”, conclude Dituri.

La Bandadriatica celebra i suoi vent’anni

Non un semplice anniversario ma un appuntamento speciale che sarà molto più di un concerto. Mercoledì 6 maggio (ore 19:00 | ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti | info 3475468393 – bandadriatica.com) al Teatro Apollo di Lecce la BandAdriatica, uno dei progetti più originali e riconoscibili della world music italiana, celebra i suoi primi vent’anni di musica, incontri, viaggi e attraversamenti culturali. Una festa collettiva, con tante e tanti ospiti, costruita come un itinerario nella storia della band e nel suo immaginario sonoro: un universo musicale meticcio e in costante evoluzione, nel quale la tradizione popolare si fa materia viva e contemporanea, aperta al dialogo tra culture, memorie e geografie. Un’identità in continua trasformazione, che ha portato il gruppo a esibirsi in numerosi festival internazionali di rilievo. 

Il live ripercorrerà le tappe più significative del cammino artistico, che in questi due decenni ha dato forma a un linguaggio originale e riconoscibile. Una babele sonora, nella quale le bande pugliesi dialogano con le fanfare balcaniche, le suggestioni mediorientali, le pulsazioni nordafricane e la tradizione salentina. La serata sarà anche un’occasione di condivisione e memoria: la band tornerà infatti a eseguire alcuni dei brani più rappresentativi del proprio repertorio, accogliendo sul palco molte delle artiste e molti degli artisti che hanno preso parte al progetto. La storica e consolidata formazione (sette componenti su otto sono infatti presenti fin dal primo giorno) guidata da Claudio Prima (organetto e voce) e composta da Emanuele Coluccia (sax), Andrea Perrone (tromba), Vincenzo Grasso (clarinetto), Gaetano Carrozzo (trombone), Morris Pellizzari (chitarre), Giuseppe Spedicato (basso) e Ovidio Venturoso (batteria), sarà affiancata sul palco da Maria Mazzotta, Antonio Castrignanò, Rachele Andrioli e Bojken Lako. Il cantante albanese e le tre voci salentine hanno incrociato in momenti diversi il percorso di BandAdriatica e ne condividono la tensione alla contaminazione, alla ricerca e al dialogo tra tradizione e innovazione. 

Sul palco anche Giovanni Chirico, Giorgio Distante, Nicolò Gambino e Francesco La Viola, fra i tanti musicisti che hanno collaborato con la banda in questi ultimi anni.

Con “Vespri a Vereto. Al Sud del Sud…dei Santi”

Proseguono a Patù gli appuntamenti della rassegna “Vespri a Vereto. Al Sud del Sud…dei Santi” a cura di Archeorete del Mediterraneo aps, un programma di iniziative che comprende visite guidate, esperienze teatrali immersive, un itinerario musicale e incontri culturali.

La rassegna è una delle attività di Storie meridiane, progetto di rigenerazione culturale e sociale promosso da due comuni del Capo di Leuca, Patù e Morciano di Leuca, curato per le attività di marketing territoriale da Makrà Studio di Mariangela Ciriello, finanziato dall’UE – NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR Cultura – M1C3I2.1 “Attrattività dei borghi”, che utilizza la cultura come leva concreta di sviluppo economico e occupazionale per contrastare fenomeni come lo spopolamento. L’obiettivo è anche quello di raccontare un Sud contemporaneo, dinamico e consapevole, dove la tradizione, il ricco patrimonio culturale e paesaggistico diventano motore di futuro, costruendo un modello di turismo sostenibile e integrato che mette insieme ospitalità diffusa e dimore storiche, nuove progettualità culturali, enogastronomia locale e paesaggi rurali e costieri ancora autentici.

Sabato 9 maggio, con l’arpista Angela Cosi in duo, prendono il via a Patù i concerti “al calar del sole”, nell’ambito della rassegna “Vespri a Vereto. Al Sud del Sud… dei Santi”, itinerari musicali tra la collina di Vereto e piazza Indipendenza, dedicati alla musica folk e tradizionale e suoni del Mediterraneo, al termine di visite guidate ed escursioni tra Morciano di Leuca e la zona archeologica, nei pressi della chiesa della Madonna di Vereto. Dopo il primo appuntamento, si prosegue domenica 17 maggio con i Canti di Terra d’Otranto e della Grecìa Salentina di Roberto Licci in quartetto, sabato 23 maggio appuntamento con le pizziche dei Cantori del Capo; venerdì 29 maggio Antonio Castrignanò in trio, lunedì 1 giugno Sara Franceschini Trio e si chiude sabato 27 giugno con Evi Evan Quartetto Rebetiko. Ci si sposta nel centro storico di Patù, in piazza Indipendenza sabato 13 giugno per la Festa del folk con gruppi da Caposele e Tonuccio bi Folk e martedì 23 giugno con un viaggio musicale tra tradizione e innovazione della Pizzica in due tempi, “Petra” e “Trevize”.

STORIE MERIDIANE

Il progetto Storie Meridiane è promosso dal Comune di Patù e dal Comune di Morciano di Leuca, in collaborazione con numerosi partner e operatori del territorio, coinvolti direttamente nelle attività di rigenerazione e valorizzazione turistico-culturale dei due borghi.

Storie Meridiane si propone di rafforzare l’attrattività territoriale attraverso la costruzione di un’offerta turistica integrata, sostenibile e capace di generare economie durature, fondata sulla valorizzazione autentica dei luoghi e delle loro storie. Tra le principali linee di intervento del progetto: la rinascita turistico-culturale del polo dei beni culturali di Patù e Morciano di Leuca, a partire dalla riapertura del MAV – Museo Archeologico di Patù, chiuso da tempo e oggi al centro di un importante processo di rilancio; la valorizzazione del sito archeologico di Vereto, antica città messapica, e del sistema di percorsi e itinerari connessi, attraverso visite guidate, aperture straordinarie della Chiesa di Vereto e una programmazione di eventi culturali diffusi che coinvolgono l’intero borgo; l’avvio, nel mese di maggio, di una nuova campagna di scavo archeologico nell’area di Vereto, realizzata in collaborazione con l’Università Orientale di Napoli, che, sotto la guida di Valentino Nizzo, archeologo ed etruscologo, docente all’Università Orientale di Napoli, ha attivato un accordo quadro con i Comuni di Patù, Morciano di Leuca, Gagliano del Capo e Castrignano del Capo per proseguire le attività di ricerca anche oltre il perimetro del progetto PNRR; il recupero e la rifunzionalizzazione dei percorsi storici e naturalistici di Patù e Morciano di Leuca, tra cui la riapertura dell’antica Via Sallentina, asse strategico per la mobilità lenta e la fruizione del territorio.

Un ruolo importante lo svolgono i partenariati pubblici e pubblico-privati, strumento amministrativo che permette di pensare in chiave innovativa le modalità di gestione e valorizzazione di luoghi della cultura, in un patto culturale tra ente pubblico e associazioni del territorio: è il caso del Museo Archeologico di Vereto, che vede l’avvio di una nuova gestione attraverso il partenariato pubblico-privato con l’Associazione Narrazioni aps; stesso percorso per le attività di rifunzionalizzazione e gestione del sistema di itinerari culturali e paesaggistici di Morciano e Patù, affidati rispettivamente all’associazione Archès e Archeorete del Mediterraneo aps, quest’ultima coinvolta anche nelle azioni di valorizzazione e gestione del sito culturale e dell’area archeologica di Vereto.

Nei partenariati pubblici, è strategico il coinvolgimento dell’Università del Salento – Dipartimento di Scienze dell’Economia che ha sviluppato il corso “Valorizzazione economica del patrimonio culturale locale”, rivolto agli operatori turistici e culturali del territorio; dell’Università Orientale, coinvolta nell’azione di valorizzazione del Museo Archeologico, attraverso una nuova campagna di scavo e azioni di ricerca in collaborazione con Museo Castromediano e Polo Bibliomuseale di Lecce; infine dell’Istituto di Culture Mediterranee, associazione di enti locali, coinvolta nelle azioni di valorizzazione della Community Library di Patù.

Parallelamente sono numerosi gli operatori culturali coinvolti in azioni specifiche legate a rassegne di teatro di comunità (Teatro delle Quinte e Témenos Recinti Teatrali), a festival cinematografici (Arci Cassandra aps e Terrae), all’ideazione e gestione di itinerari culturali per bambini nei due Comuni, al potenziamento dei due infopoint turistici (Proloco Patù e Archès di Morciano), alle rievocazioni storiche (Proloco Patù), al ripristino della tradizionale “Infiorata del Corpus Domini” (Arci Patù Terra di Mezzo), alla formazione linguistica per il turismo (con ASCLA), allo sviluppo infine di strumenti digitali per la valorizzazione del patrimonio culturale, come l’app outdoor di realtà aumentata ParcoVeretoAR, postazioni di fruizione virtuale del paesaggio, guide interattive del Museo Archeologico di Vereto (a cura di Makrà Studio, Studio Zero e B.Luigi Nuzzo per ITS Salento).

“Premio Campiello” selezionerà i cinque finalisti, In gara la salentina Alessandra Politi

Il Salento guarda verso Padova dove il 29 maggio la Giuria del Premio Campiello selezionerà i cinque finalisti. In gara la salentina Alessandra Politi con il nuovo romanzo “Non si comanda il perdono”, ufficialmente iscritto alla 64ª edizione del Premio Campiello, uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi e ambiti del panorama italiano.

Il percorso verso la finale di Venezia, prevista per il 3 ottobre, entra ora nel vivo. La partecipazione al Premio Campiello rappresenta un traguardo significativo per l’autrice, originaria di Ruffano (Le) e per la sua casa editrice Kimerik, confermando la qualità letteraria di un’opera capace di intercettare il gusto della critica e del pubblico.

Con “Non si comanda il perdono”, la letteratura contemporanea torna a interrogarsi sui nodi irrisolti dell’animo umano e si addentra con delicatezza e fermezza in un tema universale: la gestione del dolore, esplorato lungo quel confine sottile dove smette di essere subito e diventa ricerca attiva. Alessandra Politi scava nelle pieghe della coscienza, offrendo ai lettori una narrazione che non cerca risposte facili, ma pone domande necessarie sulla natura dei legami umani. Alessandra Politi si conferma una voce autentica e profonda, capace di trasformare l’introspezione in una narrazione corale. Con il romanzo “Non si comanda il perdono”, l’autrice sfida la rigidità dei sentimenti imposti, rivendicando la libertà emotiva di ogni individuo. “Il perdono è un’arte, s’impara ma non si comanda – Scrive Politi – E come tutto ciò che non si può comandare, non può essere né un obbligo morale né una scelta, ma diventa un dono del tempo e dell’elaborazione, un esito, un processo lento, che ha bisogno dei suoi inverni, dei suoi silenzi e, a volte, del diritto di non avvenire”.