“Premio Campiello” selezionerà i cinque finalisti, In gara la salentina Alessandra Politi

Il Salento guarda verso Padova dove il 29 maggio la Giuria del Premio Campiello selezionerà i cinque finalisti. In gara la salentina Alessandra Politi con il nuovo romanzo “Non si comanda il perdono”, ufficialmente iscritto alla 64ª edizione del Premio Campiello, uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi e ambiti del panorama italiano.

Il percorso verso la finale di Venezia, prevista per il 3 ottobre, entra ora nel vivo. La partecipazione al Premio Campiello rappresenta un traguardo significativo per l’autrice, originaria di Ruffano (Le) e per la sua casa editrice Kimerik, confermando la qualità letteraria di un’opera capace di intercettare il gusto della critica e del pubblico.

Con “Non si comanda il perdono”, la letteratura contemporanea torna a interrogarsi sui nodi irrisolti dell’animo umano e si addentra con delicatezza e fermezza in un tema universale: la gestione del dolore, esplorato lungo quel confine sottile dove smette di essere subito e diventa ricerca attiva. Alessandra Politi scava nelle pieghe della coscienza, offrendo ai lettori una narrazione che non cerca risposte facili, ma pone domande necessarie sulla natura dei legami umani. Alessandra Politi si conferma una voce autentica e profonda, capace di trasformare l’introspezione in una narrazione corale. Con il romanzo “Non si comanda il perdono”, l’autrice sfida la rigidità dei sentimenti imposti, rivendicando la libertà emotiva di ogni individuo. “Il perdono è un’arte, s’impara ma non si comanda – Scrive Politi – E come tutto ciò che non si può comandare, non può essere né un obbligo morale né una scelta, ma diventa un dono del tempo e dell’elaborazione, un esito, un processo lento, che ha bisogno dei suoi inverni, dei suoi silenzi e, a volte, del diritto di non avvenire”.