Apprendiamo da una comunicazione arrivata via PEC con data 28.05.26 da uno studio legale di Lecce
che i proprietari del Monumento nazionale Centopietre di Patú’, esprimono “forte contrarietà’ allo
svolgimento dell’intera iniziativa di visita guidata teatralizzata” prevista per il giorno 31.05.26 e resa
pubblica da un programma pubblicizzato da oltre un mese.
Il motivo sarebbe che l’Associazione avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione agli stessi proprietari,
pena una richiesta di “danni nella ipotesi in cui l’evento abbia luogo e comunque nell’ipotesi in cui il
bene sia restituito ai proprietari in condizioni di manutenzioni deteriori rispetto all’attualità’”.
In premessa va segnalato che se qualcuno si può’ vantare del decoro dell’“attualità’” dello spazio
antistante il monumento, tra cui lo sfalcio delle erbe e la pulizia dei rifiuti e’ unicamente dovuto
all’impegno dell’Amministrazione comunale e di tanti cittadini e associazioni.
L’ inaspettata richiesta, peraltro arrivata due giorni prima dell’evento, suscita enorme stupore.
Incomprensibile e difficile da spiegare rispetto a un’iniziativa di valorizzazione (gratuita), che vuole solo
far conoscere al grande pubblico una delle “meraviglie” indiscusse di Patù e del Capo di Leuca nota in
tutto il mondo.
Ci troviamo di fronte a una richiesta mai accaduta prima d’ora, nonostante si siano svolte tante iniziative
intorno a un momumento di eccezionale rilevanza e il Comune ne abbia sempre curato il decoro.
Archeorete del Mediterraneo, tuttavia tiene a precisare che per l’evento in questione, che si terrà come
previsto dal programma con ritrovo alle 19.45 presso lo slargo pubblico di accesso alla Chiesa di San
Giovanni e Centopietre, non era e non è previsto l’utilizzo del Centopietre.
Il degrado strutturale dello stesso non lo permette in quanto a rischio di crollo, dove i resti degli antichi
dipinti murali sono ormai del tutto illeggibili e questo a causa dell’incuria e dell’abbandono in cui e’stato
lasciato dagli stessi proprietari che appaiono ora, attraverso uno studio legale, dopo anni di assoluta
assenza e di qualsivoglia manifesta volontà’ di azione di recupero, restauro e messa in sicurezza del
bene.
Archeorete del Mediterraneo insieme alla comunità’ di Patú’ si indigna fortemente e chiede ai proprietari
di attivarsi, attraverso una richiesta di collaborazione con gli organi competenti, per un intervento
urgente di consolidamento e di restauro, prima che questo importante monumento vada perduto e
prima di interdire eventi che non prevedono il suo utilizzo diretto.
Antonio De Marco
Presidente Archeorete del Mediterrane