La Alcar è stata recentemente acquisita dalla holding M.O.G. di cui fa parte anche la Blutec e nell’ambito dell’inchiesta che ha visto l’arresto dei Giannetta (padre e figlio) con l’accusa di distrazione di fondi pubblici stanziati alla società di Termini Imerese dalla regione Sicilia. L’acquisizione dell’azienda salentina fu effettuata a gennaio scorso dopo mesi di proteste e scioperi da parte dei lavoratori a fronte di una crisi societaria che si trascinava oramai da tempo immemore.
Commento del Partito:
La logica di questo tipo di acquisizioni economiche è sempre lo stesso: portare sull’orlo del fallimento un’ azienda e poi intervenire come “salvatori della patria”, acquisendone i debiti e gli oneri a fronte di sussidi, aiuti di stato e locali, ammortizzatori sociali per i lavoratori più fortunati ed esuberi per i meno. Tutto questo per due ragioni fondamentali: prima attingere ai finanziamenti a fondo perduto che le amministrazioni locali e nazionali elargiscono alle mega-multinazionali in cambio di pure promesse ed aria fritta; secondo per immettere all’interno delle proprie holding fattori negativi che portano giù i fatturati e i volumi d’affari evitando, così, il pagamento di tasse maggiori a quanto poi di fatto versato. È un classico ed è una consuetudine oramai acclarata e risaputa. Spolpare e sfruttare i fondi pubblici, che vengono così distratti da altri utilizzi socialmente utili, per rimpolpare i propri profitti. Noi diciamo basta a questi giochini dei ricchi e per ricchi dove coloro che perdono sempre sono soltanto i lavoratori.
Le soluzioni esistono:
nazionalizzazione di tutte le aziende in crisi e passaggio della produzione in mano ai lavoratori, che sono gli unici capaci di gestire e portare avanti proficuamente le linee di produzione;
esproprio di tutti i beni in possesso dei profittatori e utilizzo degli stessi nella gestione delle fabbriche nazionalizzate.

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