PESCA: COLDIRETTI PUGLIA, BENE CREDITO D’IMPOSTA (20%) SU CARBURANTI; BOCCATA OSSIGENO PER OLTRE 1400 PESCHERECCI

Il via libera al credito d’imposta del 20% sui carburanti per le imprese ittiche rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate da Coldiretti Pesca, soprattutto in una regione come la Puglia dove la pesca è economia, identità e lavoro. È il commento di Coldiretti Pesca Puglia, rispetto alla misura del Governo che arriva in un momento critico, segnato dall’impennata dei costi energetici che sta mettendo in seria difficoltà le marinerie pugliesi.

Il provvedimento del Governo segna un primo passo importante per sostenere un comparto strategico del Made in Italy agroalimentare, duramente colpito dall’aumento dei prezzi del carburante. Per le imprese ittiche pugliesi, infatti, il gasolio rappresenta fino a oltre la metà dei costi complessivi – spiega Coldiretti Pesca Puglia – una voce che oggi, con rincari arrivati fino al 60%, rende spesso impossibile coprire anche le spese minime di esercizio.

Il credito d’imposta consente di alleggerire il peso dei costi e di garantire continuità alle attività di pesca, evitando che molte imbarcazioni siano costrette a restare ferme in banchina o a uscire in mare lavorando in perdita, una situazione che rischierebbe di compromettere non solo il lavoro degli armatori, ma anche l’approvvigionamento di prodotto ittico nazionale di qualità.

In Puglia la pesca vale circa 225 milioni di euro, con una flotta di oltre 1.400 pescherecci che rappresenta oltre il 12% del totale nazionale – ricorda Coldiretti Pesca Puglia – un settore che incide per l’1% sul PIL regionale, percentuale che sale al 3,5% considerando l’indotto, e che dà lavoro a circa 5.000 addetti tra pesca, acquacoltura e mitilicoltura, con realtà come Manfredonia, Molfetta, il Sud Barese e il Salento che vivono quotidianamente di mare, tra pesca di gamberi, scampi e merluzzi e allevamenti di spigole, orate e ombrine.

Coldiretti Pesca Puglia sottolinea come il provvedimento risponda alle sollecitazioni del settore per difendere la competitività delle imprese e salvaguardare l’occupazione lungo tutta la filiera. In un contesto ancora segnato da forti tensioni sui costi energetici, è fondamentale – insiste Coldiretti Pesca Puglia – rendere strutturali le misure di sostegno e intervenire per contrastare eventuali fenomeni speculativi che stanno incidendo sui prezzi del carburante. Il rischio, infatti, è concreto, perché senza interventi adeguati, le flotte potrebbero ridurre drasticamente le uscite, lasciando spazio alle importazioni di pesce straniero e mettendo in crisi il sistema produttivo locale.

A complicare ulteriormente il quadro c’è l’effetto dei cambiamenti climatici, che stanno modificando la presenza delle specie nei mari pugliesi. Alcune specie tradizionali, come sardine e alici, risultano sempre più in difficoltà, mentre si registra la diffusione di nuove specie, con impatti diretti sull’economia della pesca. Diventa quindi sempre più importante garantire trasparenza e qualità lungo tutta la filiera. Il consiglio ai consumatori è di controllare sempre l’etichetta, che deve indicare l’area di pesca (GSA). Tra le zone da preferire ci sono quelle del Mediterraneo centrale, tra cui l’Adriatico meridionale (GSA 18) e lo Ionio occidentale (GSA 19), che comprendono anche i mari pugliesi. Per il prodotto congelato è obbligatoria l’indicazione della data di congelamento e, nel caso di prodotto decongelato, la dicitura deve essere chiaramente riportata.

Occorre ora continuare su questa strada – conclude Coldiretti Pesca – con ulteriori interventi per contrastare le speculazioni e garantire condizioni eque alle imprese italiane rispetto alla concorrenza estera.

Bari, 19 marzo 2026