Mercoledì 10 giugno riapriva l’ospedale di Copertino: c’era chi festeggiava e pubblicizzava la riapertura come un grande ritorno alla normalità ed alla disponibilità dei servizi per i cittadini. Lo faceva per esempio il Copertinese Sebastiano Leo, uno degli assessori del governo regionale Emiliano(PD).
La realtà, tuttavia, ha la brutta abitudine di sbucare fuori dopo che il fumo negli occhi si è finalmente dissipato, ma può farlo con risvolti tragici.
Dopo ben 28 ore di attesa, infatti, moriva un 80enne che era giunto in pronto soccorso attorno alle 11 del mattino dello stesso giorno della riapertura.
Domenica 14, invece, si sfiora la rissa dopo che una donna, giunta al pronto soccorso per una frattura al femore, attende 12 ore per essere poi portata a Gallipoli.
Il commento del Partito:
Non mettiamo in dubbio la professionalità e la volontà del personale sanitario che si trova ad essere vittima della giusta ma mal indirizzata rabbia dei cittadini, né mettiamo in dubbio la necessità della procedura preventiva del tampone. Infatti non c’è alcun dubbio: il danno che il centro-sinistra ha fatto alla sanità pugliese prima, durante e dopo il covid, è un fatto.
Non si può riaprire un ospedale con gran parte del personale medico non ancora rientrato dagli altri centri dove era stato dislocato.
Non si può tenere attivo un pronto soccorso con un solo medico.
1 addetto per i tamponi, che vanno portati al Fazzi, perché Copertino non li può processare, semplicemente non basta.
La riapertura appare sempre più come una farsa, un’ azione puramente propagandistica che mette in pericolo le vite dei cittadini e la sicurezza del personale sanitario.
Il Partito Comunista ha intenzione di convocare un presidio, da tenersi domenica 21 giugno a Copertino: a difesa della sanità pubblica, perché sia adeguatamente fornita di personale e strumentazioni; contro il sabotaggio ed i tagli contro di questa, contro chi si è reso partecipe di questa macelleria sociale.

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