Bari, 14 settembre 2026 – Il caro energia, costo in Italia tra più alti al mondo, e l’incremento incontrollato dei prezzi del carburante, gravano enormemente sui bilanci delle famiglie e compromettono la competitività delle nostre industrie. A ciò si uniscono problemi di fondo come: ridurre le emissioni, rafforzare la sicurezza energetica, sostenere la capacità produttiva del Paese

Da questi problemi concreti nasce il senso dell’81° Congresso ATI, l’antica e prestigiosa Associazione Termotecnica Italiana, che riunisce ricerca, imprese e istituzioni per individuare soluzioni capaci di ridurre i costi e l’inquinamento, rendere più sicuri gli approvvigionamenti e tutelare il lavoro e la qualità della vita.
L’evento nazionale presieduta dal prof. Riccardo Amirante, Presidente dell’Associazione, ordinario di “Macchine e Sistemi per l’Energia” al Politecnico di Bari, Dipartimento Meccanica, Matematica Management, si è svolto dal 9 all’11 settembre al Politecnico di Milano e ha visto la partecipazione di circa 300 qualificati esperti di tutta Italia.
Le giornate, più nel dettaglio, hanno affiancato il confronto sugli scenari energetici all’approfondimento delle soluzioni applicative, con l’obiettivo di avvicinare il patrimonio scientifico della comunità termotecnica alle esigenze delle imprese e alle decisioni pubbliche.
Il programma ha affrontato la pianificazione energetica, la sicurezza degli approvvigionamenti, la trasformazione industriale e la normativa tecnica con docenti universitari italiani dei Sistemi Energetici, delle Macchine a fluido, della Fisica Tecnica industriale ed ambientale i presidenti di associazioni scientifiche.
Nella relazione all’Assemblea, il Presidente, Amirante ha indicato la direzione dell’ATI per il nuovo triennio: rafforzare il ruolo dell’Associazione quale interlocutore tecnico-
scientifico indipendente, capace di contribuire alle politiche energetiche attraverso dati, modelli e competenze. «La transizione energetica – sostiene Amirante – non può essere affrontata per slogan o attraverso campagne mediatiche, bensì attraverso una visione che richiama un portafoglio tecnologico ampio e valutazioni fondate su sicurezza, competitività, sostenibilità e neutralità”.
Questa impostazione ha trovato riscontro nelle collaborazioni illustrate con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Federmanager, il Tecnopolo del Mediterraneo, insieme al rafforzamento dei rapporti con università ed enti di ricerca per rendere più stabile il collegamento tra conoscenza, applicazioni industriali e formazione delle nuove generazioni.
Dalla lettura complessiva dei temi affrontati sono emerse tre riflessioni per il futuro energetico del Paese.
La prima. Il metodo delle decisioni. Ogni soluzione deve essere valutata per il contributo effettivo alla riduzione delle emissioni, dei costi complessivi, dei tempi di realizzazione, la maturità e l’integrazione nel sistema energetico. La neutralità tecnologica acquista significato quando il confronto poggia su criteri trasparenti e risultati verificabili.
La seconda. Il rapporto tra decarbonizzazione e industria. L’efficacia della transizione dipende dalla capacità di accompagnare gli obiettivi ambientali con energia accessibile e affidabile, innovazione dei processi e opportunità di investimento. Per l’Italia, sviluppare tecnologie e competenze significa anche rafforzare, con la massima urgenza, le filiere produttive e ridurre le vulnerabilità del sistema.
La terza. Le persone. La disponibilità di tecnologie richiede professionisti capaci di progettarle, manager in grado di guidarne l’adozione e giovani ricercatori coinvolti nei problemi concreti delle imprese. Il Congresso conferma così il valore dell’incontro tra generazioni e della formazione come parte integrante della politica energetica e industriale.
In questa prospettiva – conclude Amirante – l’ATI intende consolidare il proprio contributo: offrire al Paese conoscenze affidabili e occasioni di confronto qualificato, affinché l’innovazione energetica si traduca in sostenibilità ambientale, sicurezza e sviluppo”.
Prossimi passi dell’ATI, a cui è legato il Politecnico di Bari mediante convenzione, prevedono: Tavoli congiunti con Policy Maker e Stakeholder (MASE, GSE, RSE, ENEA, CNR, CONFINDUSTRIA, SISTEMA DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE).