COLDIRETTI PUGLIA, MURI CROLLATI PER NUBIFRAGI E GRANDINATE DEVASTANO UVA E OLIVE; BILANCIO A 24 ORE DALL’EQUINOZIO D’AUTUNNO

Grandinate violente, nubifragi con campi allagati e muri crollati, oliveti e vigneti danneggiati a meno di 24 ore da quando è scattato l’equinozio d’autunno con il clima pazzo che colpisce ancora dopo i fenomeni tropicali di un’estate bollente e imprevedibile. E’ il bilancio di Coldiretti Puglia che segnala danni a vigneti, oliveti e ortaggi tardivi in provincia di Taranto con epicentro a Castellaneta, a Bari sulla Murgia e in provincia di Foggia a Torremaggiore, con chicchi di grandine grandi quanto albicocche cadute sui raccolti, in piena vendemmia in corso e alla vigilia della campagna olearia 2020.

“E’ necessario attivare misure urgenti anche del PSR, come la sottomisura 5, per dare ristoro alle aziende agricole che perdono reddito e liquidità in pochi minuti di clima tropicale e contano i danni a strutture ed impianti. Negli ultimi 5 anni dal 2015 al 2019  il valore assicurato è sceso del 49% e il numero di aziende che sottoscrivono polizze assicurative al 43%”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

Per questo è da rivedere a fondo – afferma Coldiretti Puglia – anche il meccanismo del Fondo di Solidarietà Nazionale per le calamità naturali che così com’è non risponde più alla complessità, violenza e frequenza degli eventi calamitosi.

“Anche la gestione del rischio e le scelte in tema di assicurazioni in agricoltura vanno profondamente riviste – incalza il presidente Muraglia – perché incidono sulla redditività e sulla liquidità delle imprese agricole, insieme alla corretta programmazione e gestione aziendale. I fenomeni estremi, oltre ad azzerare le produzioni, danneggiano piante e alberi, con una frequenza e una violenza che gli agricoltori non possono in alcun modo gestire e sopportare in solitudine”.

Le ragioni del basso ricorso alle assicurazioni – aggiunge Coldiretti Puglia – è stato spiegato da un sondaggio di Ismea, costi troppo alti, estrema sfiducia nel sistema dei rimborsi, complessità nella sottoscrizione delle polizze con periodo di stipula non più rispondenti ai tempi e alla violenza dei fenomeni divenuti tropicali.

Le evidenze climatiche di questi ultimi anni mostrano come soprattutto sulle colture più diffuse in Puglia, a partire da frutteti, uliveti, ortaggi in pieno campo, pomodori e cereali, sono gli andamenti climatici (pioggia persistente, mancanza di acqua prolungata e siccità, sviluppo conseguente di malattie ecc.) che determinano la diminuzione delle produzioni e quindi dei redditi.

“Lo sviluppo delle assicurazioni in agricoltura non può più prescindere – conclude Muraglia – da nuovi strumenti avanzati, dai satelliti ai sistemi previsionali, dagli indici di vegetazione alle nuove tecnologie e da una maggiore competitività dei prodotti assicurativi”.

La tropicalizzazione del clima con fenomeni violenti e controversi che si abbattono sulle campagne – conclude Coldiretti Puglia – ha provocato 3 miliardi di euro di danni in Puglia negli ultimi 10 anni.

Giancarlo Scheri, uno di noi

Cologno Monzese – Galatina. Dagli studi Mediaset, o sarebbe meglio dire dagli uffici direzionali Mediaset, a Piazza San Pietro, sede della Showy Boys, il contatto è diretto. A tenerlo ben saldo è Giancarlo Scheri, ex atleta biancoverde, oggi direttore di Canale 5, rete ammiraglia del colosso mondiale radiotelevisivo della famiglia Berlusconi, che dopo 40 anni “riabbraccia” i colori sociali del club galatinese con grande gioia del presidente Daniele G. Masciullo. Squilla il telefono. E’ proprio il direttore Scheri che, tra un impegno e l’altro in vista dell’avvio del nuovo palinsesto tv, si è ritagliato qualche minuto per una chiacchierata che ha riportato la mente indietro nel tempo, alla stagione sportiva 1981-1982, quando la Showy Boys disputò la serie B e un campionato che da lì a poco sarebbe diventato un’autentica cavalcata verso la serie A. Uno scambio di considerazioni e un tuffo nel passato che Giancarlo Scheri, oggi affermato dirigente d’azienda, ripercorre con grande piacere in quanto “anni bellissimi e molto importanti per la crescita come atleta e come uomo”.
In quella stagione la Showy Boys era un rullo compressore, con il risultato finale di 3-0 che era diventato “scontato” in ogni gara. Dopo aver trionfato con una meritatissima promozione, raggiunta con ben due settimane di anticipo, Scheri fu riconfermato nel roster che partecipò al campionato di A2.
“Una stagione sicuramente indimenticabile – aggiunge l’ex atleta biancoverde – che ricordo ancora oggi, a distanza di 40 anni, come fosse ieri, così per il precedente torneo di serie B”.
Ricordi ed emozioni che Giancarlo ha avuto modo di rivivere grazie al libro “Showy Boys la Gloriosa” che racconta, appunto, la storia del club galatinese.
“Persona riservata, giocatore dall’attacco veloce e con in più grandi doti in fase difensiva, Scheri ha scritto pagine importanti della storia dell’associazione – dichiara il presidente Daniele G. Masciullo – due anni in cui la Showy Boys ha ottenuto prestigiosi risultati come la promozione e il successivo buon piazzamento in serie A2. In tutti questi anni ho conservato gelosamente nel cassetto una foto della squadra, tutta vestita di verde. Una foto che guardavo con curiosità e grande ammirazione. Nonostante il trascorrere degli anni ho sempre avuto bene in mente quella immagine. Sono cresciuto con quella idea di squadra e oggi poter parlare con Giancarlo, che è stato uno dei componenti di quel team, portabandiera di un progetto, di una realtà sportiva vincente come quella della Showy Boys, mi rende felice e sempre più orgoglioso di essere biancoverde”.

Il campione del volley Franco Bertoli ospite della Showy Boys

Dagli allievi della Scuola Volley sarà certamente ricordato come un pomeriggio speciale e carico di emozioni. Uno stage formativo che ha visto protagonisti i ragazzi della prima squadra della Showy Boys Galatina, composta, come noto, quasi esclusivamente da atleti under 19 che hanno avuto l’opportunità di conoscere una icona della pallavolo, il pluripremiato Franco Bertoli.
Pochi altri giocatori possono vantare un curriculum così importante nel panorama del volley continentale come quello di “Mano di Pietra” che nel corso di oltre un decennio, che ha abbracciato gli interi anni ’80, ha martellato con le sue poderose schiacciate i parquet di mezza Europa e vincendo tantissimo.
Franco Bertoli, ex atleta della Nazionale e giocatore simbolo della Panini Modena negli anni ’80-’90, è stato ospite della società galatinese e ha svolto con la squadra biancoverde uno stage molto interessante che si è suddiviso in una prima parte volta al miglioramento della performance individuale e di team e, a seguire, in un allenamento tecnico e atletico.
“Valorizzare l’individuo e la squadra portando all’esterno il potenziale e permettere così di esprime tutto il proprio valore”: è questo, in breve, il concetto su cui Franco Bertoli, formatore, mental coach e ideatore di performance sostenibile, ha incentrato l’incontro con i ragazzi della Showy Boys. Loro tutti lì, in silenzio, di fronte ad un grande atleta di cui avevano sempre sentito parlare e visto sul web partite con la maglia azzurra e degli altri club in cui ha militato. Ora, come in un sogno, si è materializzato davanti ai loro occhi, si è seduto accanto a loro, come uno di loro, nella sua semplicità, cortesia, disponibilità. I ragazzi, catturati dalla sua personalità, ad ascoltare con attenzione i messaggi, gli input, le parole chiave, a riflettere su quegli aspetti motivazionali che fanno la differenza per uno sportivo e per un uomo.
“In un momento di sfida importante come atleti, noi giochiamo sempre due partite: una interiore e una esteriore – ha spiegato Franco Bertoli ai giovani partecipanti – nella prima tutto accade dentro noi stessi, vale a dire dubbi, paure di fallimento, insicurezze, ansia e, in secondo luogo, il nostro stato interiore va in contatto con gli altri. Ecco che l’obiettivo deve essere quello di ridurre quelle che vengono chiamate auto-interferenze al fine di evolvere le proprie capacità di apprendimento naturale, facilitare il giocatore e la squadra al raggiungimento di prestazioni d’eccellenza”.
Concetti importanti che Bertoli ha spiegato ai ragazzi con semplicità, con coinvolgimento, facendo intendere che l’avversario che si nasconde nella mente è molto più forte di quello che si trova dall’altra parte della rete.
“La formula è semplicissima e dice che la prestazione di quello che noi facciamo è uguale al potenziale meno le interferenze – aggiunge l’ex Nazionale – è necessario un lavoro di conoscenza interiore volto a rendere minime proprio queste interferenze, poiché farle scomparire è quasi impossibile, ma nel momento in cui cominciamo a riconoscerle diventiamo responsabili, non cerchiamo degli alibi per cui qualcosa che in realtà ci fa paura la scarichiamo a qualcun altro e tendiamo ad aumentare il potenziale che abbiamo. Fatto questo passo, si lavora sull’esterno, a quel punto esce la parte migliore di ognuno di noi e si ottengono ottimi risultati anche con i compagni di squadra”.
Un’ora di confronto, quindi, fatto di ascolto, interazione, riflessione che ha arricchito ognuno dei ragazzi e portato maggiore consapevolezza.
Svestiti i panni di formatore e mental coach ed indossata la divisa di allenamento della Showy Boys, Franco Bertoli è sceso in campo accanto ai giovani biancoverdi per una seduta di allenamento guidata dal tecnico Gianluca Nuzzo.
“Dopo aver ascoltato gli interessanti argomenti oggetto dell’incontro è stato emozionante vedere i nostri ragazzi allenarsi al fianco di un campione del volley – dichiara il presidente Daniele G. Masciullo – ho visto nei loro occhi una grande gioia e tanto entusiasmo e questo allenamento con Franco Bertoli rimarrà sicuramente tra i ricordi più belli. Oltre all’aspetto sportivo e professionale, ciò che mi ha colpito è stata la disponibilità e lo spessore umano. E’ questo che fa grande una persona, campione dentro e fuori dal campo di gioco”.
Terminato lo stage, Franco Bertoli ha visitato la sede sociale, in piazza San Pietro a Galatina, dove ha incontrato i dirigenti biancoverdi e ricevuto una copia del libro “Showy Boys la Gloriosa” in cui viene raccontata la storia dello storico club di pallavolo.

A L B A S E R V I C E , M I N E R V A : C O N T I N U A I L N O S T R O I M P E G N O

C o n d u e n u o v i p r o v v e d i m e n t i i n c a m p o , c h e r i g u a r d a n o i l f u t u r o d i A l b a S e r v i c e e c h e a s s i c u r a n o l a c o n t i n u i t à l a v o r a t i v a p e r i d i p e n d e n t i , p r o s e g u e i l n o s t r o i m p e g n o p e r s o s t e n e r e l  o c c u p a z i o n e n e l l a s o c i e t à p a r t e c i p a t a . I l p r i m o , s i g l a t o o g g i , r i g u a r d a l  a m b i t o s a n i t a r i o , i l s e c o n d o , c h e s a r à s o t t o s c r i t t o n e i p r o s s i m i g i o r n i , è r e l a t i v o a l s e r v i z i o d i p u l i z i a e u s c i e r a t o d e g l i e d i f i c i p r o v i n c i a l i  .
Q u e s t e l e p a r o l e d e l p r e s i d e n t e d e l l a P r o v i n c i a d i L e c c e S t e f a n o M i n e r v a c h e , i n s i e m e a l d i r e t t o r e g e n e r a l e d e l l a A s l L e c c e R o d o l f o R o l l o , h a s o t t o s c r i t t o l  a c c o r d o p e r f a r p r o s e g u i r e i l p r o g e t t o  R e t e A r g e n t o – P r i m a A c c o g l i e n z a  f i n o a l 3 1 d i c e m b r e p r o s s i m o , p r o r o g a n d o l e a t t i v i t à c h e h a n n o v i s t o i m p e g n a t i ( p e r l a d u r a t a d i u n a n n o d a l 1 6 d i c e m b r e 2 0 1 9 ) 1 1 d i p e n d e n t i d e l l a s o c i e t à p a r t e c i p a t a A l b a S e r v i c e , a s s e g n a t i a i D i s t r e t t i s o c i o s a n i t a r i d e l l a A s l .
C o n l a r e c e n t e n o r m a t i v a n a z i o n a l e e r e g i o n a l e i n m a t e r i a d i a s s i s t e n z a t e r r i t o r i a l e , l e A s l s o n o s t a t e i n v i t a t e a d a d o t t a r e p i a n i d i p o t e n z i a m e n t o e r i o r g a n i z z a z i o n e d e l l a r e t e a s s i s t e n z i a l e , p e r g a r a n t i r e l a r i p r e s a d e l l e a t t i v i t à t e m p o r a n e a m e n t e s o s p e s e a c a u s a d e l d i f f o n d e r s i d e l v i r u s C o v i d 1 9 e l  e f f i c a c e s o d d i s f a c i m e n t o d e l l e r i c h i e s t e d e r i v a n t i d a l l  e m e r g e n z a e p i d e m i o l o g i c a .
L a P r o v i n c i a d i L e c c e s i i m p e g n a c o s ì a c o l l a b o r a r e c o n l a A s l , r e n d e n d o d i s p o n i b i l i 9 d i p e n d e n t i d e l l a s o c i e t à p a r t e c i p a t a A l b a S e r v i c e ( 2 n e l c o r s o d e l l  a n n o h a n n o c e s s a t o a n t i c i p a t a m e n t e l  e s p l e t a m e n t o d e l s e r v i z i o ) , p e r 2 1 o r e s e t t i m a n a l i , a p a r t i r e d a d o m a n i 1 6 s e t t e m b r e e f i n o a l 3 1 d i c e m b r e .
I l P r o g e t t o  R e t e A r g e n t o – P r i m a A c c o g l i e n z a  è n a t o p e r i l s u p e r a m e n t o d e l l e c r i t i c i t à n e l r a g g i u n g i m e n t o d e i l i v e l l i e s s e n z i a l i d i a s s i s t e n z a d e l s e t t o r e , a n c h e i n r a g i o n e d e l c r e s c e n t e n u m e r o d i p a z i e n t i a s s i s t i t i i n r e g i m e d i a s s i s t e n z a d o m i c i l i a r e i n t e g r a t a o i n s t r u t t u r e r e s i d e n z i a l i e s e m i r e s i d e n z i a l i c h e f a n n o r i f e r i m e n t o a l l a r e t e d i s e r v i z i s o c i o s a n i t a r i . Q u e s t a c o l l a b o r a z i o n e h a c o n s e n t i t o d i r e a l i z z a r e i l P r o g e t t o t r a m i t e p e r s o n a l e c o m p e t e n t e , c o n e s p e r i e n z e s i g n i f i c a t i v e i n a t t i v i t à d i s u p p o r t o a g l i A m b i t i d i z o n a , e c h e r i g u a r d a n o l e f u n z i o n i p r e c e d e n t e m e n t e a s s e g n a t e a l l e P r o v i n c e i n m a t e r i a d i s e r v i z i s o c i a l i . I n o l t r e , g r a z i e a q u e s t o p r o v v e d i m e n t o s i e v i t ò i l l i c e n z i a m e n t o d e l p e r s o n a l e d e l l a s o c i e t à p a r t e c i p a t a .
I l s e c o n d o p r o v v e d i m e n t o , c h e r i g u a r d a s e m p r e A l b a S e r v i c e , v e d r à l a l u c e n e i p r o s s i m i g i o r n i e d è r e l a t i v o a l s e r v i z i o d i p u l i z i a e u s c i e r a t o d e g l i e d i f i c i p r o v i n c i a l i . I n p r a t i c a , a f r o n t e d e l c a n o n e d i l o c a z i o n e d e i l o c a l i d e l l o s t a b i l e e x S i s r i ( n e l l a z o n a i n d u s t r i a l e d i L e c c e ) , e a c o m p e n s a z i o n e d e l l o s t e s s o e d e l l e r e l a t i v e s p e s e d i g e s t i o n e d o v u t e a l l a P r o v i n c i a d i L e c c e , l a s o c i e t à A l b a S e r v i c e s i i m p e g n e r à a d e s e g u i r e a l c u n e p r e s t a z i o n i l a v o r a t i v e f i n o a l 3 1 d i c e m b r e p r o s s i m o p r e s s o l e s e d i d e l l a P r o v i n c i a : a t t i v i t à d i u s c i e r a t o e s o r v e g l i a n z a o r d i n a r i e , g i o r n a l i e r e o i n c o n c o m i t a n z a d i e v e n t i s t r a o r d i n a r i e a t t i v i t à d i p u l i z i a .
L e c c e , 1 5 s e t t e m b r e 2 0 2 0

IL CONVEGNO UILTEC A GALLIPOLI “DAL TOMBOLO ALLA FILIERA INDUSTRIALE, DUE MONDI DA CONIUGARE”

La ricetta della Uiltec: sostegno alle imprese per l’innovazione, creare una “rete” tra le eccellenze pugliesi, puntare su scuole di formazione per le professioni della moda e nuove iniziative di imprenditoria femminile
Il segretario della Uiltec nazionale Pirani: “Rinnovare i contratti, fra i quali c’è quello del settore tessile-abbigliamento-moda, e adottare un protocollo a sostegno della tracciabilità delle filiere delle produzioni nazionali”
Sostenere l’industria del tessile, della moda e degli accessori, con particolare riguardo alle aziende che investono nell’innovazione e internazionalizzazione, fare “rete” per connettere e promuovere le eccellenze presenti in tutto il territorio pugliese, puntare sulla qualità e sul recupero e valorizzazione delle antiche tradizioni tessili, come quella del tombolo, per lanciare nuove iniziative di imprenditoria femminile e sulle scuole di formazione delle professioni della moda per avvicinare al settore le nuove generazioni: è questa, in sintesi, la “ricetta” della Uiltec di Lecce per il rilancio del Tac (tessile, abbigliamento, calzaturiero) salentino, illustrata nel corso del convegno “Dal tombolo alla filiera industriale, due mondi da coniugare” organizzato nell’hotel Costa Brada di Gallipoli dal sindacato dei lavoratori del tessile, energia, chimica, in collaborazione con il Coordinamento regionale Pari opportunità della categoria.
L’iniziativa ha preso spunto dalla sfilata della maison Dior dello scorso 22 luglio a Lecce – che ha portato in passerella (e all’attenzione del mondo intero) i tradizionali merletti a tombolo salentini su abiti e copricapo che indossavano le modelle – per aprire un confronto sulla situazione attuale e sul futuro del settore, insieme ai vertici nazionali della categoria, rappresentanti istituzionali e del mondo dell’industria. Presenti il segretario generale Uiltec Paolo Pirani e il segretario regionale della categoria Filippo Lupelli, il segretario generale della Uil Puglia Franco Busto e della Uil di Lecce, Salvatore Giannetto, la senatrice Pd Valeria Fedeli, l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale Loredana Capone, il vicesindaco di Lecce, Alessandro Delli Noci, il responsabile relazioni sindacali di Confindustria Lecce, Angelo Costantini e l’imprenditore Antonio Sergio Filograna (presidente Leo Shoes srl). Tra gli ospiti in sala, anche Marilena Sparasci, 74 anni, una delle ultime custodi e maestre di tombolo: sue alcune delle straordinarie creazioni finite in passerella per Dior. Un’arte sapiente che la signora Marilena custodisce e tramanda da generazioni a Tricase (Le), insieme al suo allievo e collaboratore Marco Fersino Ribeiro Amorim.
“L’esperienza realizzata a Lecce – ha dichiarato il segretario generale Uiltec nazionale Paolo Pirani – dimostra che il ‘Made in Italy’ ha un senso quando ritorna e si afferma produttivamente nel nostro Paese, determinando un effetto di ‘reshoring’ che può far da volano a tante altre imprese, oltre a quelle legate al settore della moda e del tessile. Occorre favorire il ritorno in patria di impianti, investimenti, management e competenze usciti dal Paese negli ultimi vent’anni in cerca di un costo del lavoro meno gravoso, di una fiscalità più agile o di una burocrazia meno invasiva. Occorre farlo pur rispettando la presenza estera delle imprese italiane è ampia e ha valide ragioni di mercato per stare dove sta, ossia ai quattro angoli di un’economia globalizzata. Soprattutto nel campo della moda questa tendenza deve divenire una realtà concreta. Mai come ora, dopo una dura crisi del settore, con una produzione ‘just in time’, poco magazzino e personalizzazione massima, l’ingegneria di prodotto, il marketing e la produzione devono localizzate in prossimità e, quindi ritrovarsi sul territorio nazionale, anziché essere delocalizzate fuori”. Ma occorre anche dare risposte chiare e precise in termini normativi ed economici a chi in questo settore ci lavora da sempre stando in Italia. “Il sindacato auspica il rinnovo dei contratti pubblici e privati scaduti ed in scadenza. Proprio il Ccnl del settore tessile-abbigliamento-moda – ha ricordato Pirani – deve essere rinnovato per il periodo che va dal primo aprile 2020 al 31 marzo 2023.  Si tratta di un importante contratto manifatturiero che interessa oltre 400.000 addetti impegnati in circa 46.000 imprese. Far crescere le potenzialità della nostra economia significa fare questo contratto ed i tanti nel settore industriale che attendono un epilogo positivo. Il sindacato è impegnato a fare la propria parte in modo serio e responsabile. Ma deve esser chiaro che la competizione sulla qualità e sui diversi fattori di mercato è utile alla crescita delle imprese e dei territori soltanto se avviene nel rispetto delle regole. Sarebbe bene sviluppare a tal proposito un protocollo a sostegno della tracciabilità delle filiere delle produzioni nazionali”.
Un bilancio in chiaroscuro del settore è quello tracciato nella relazione della segretaria generale Uiltec Lecce, Fabiana Signore: “Non possiamo negare che, prima del lockdown, il Tac salentino stesse vivendo un momento di tangibile ripresa – ha detto – riscattandosi dal buio che l’ha investito per anni bruciando migliaia di posti di lavoro. Purtroppo il periodo di chiusura forzata ha costretto molte delle nostre piccole e medie imprese a riconvertire in parte la loro attività o a sospenderla, laddove non c’erano spazi adeguati e non si poteva garantire la sicurezza. Non a caso sono schizzate in su le richieste di cassa integrazione con causale Covid: in Puglia, solo nel settore “Industrie tessili e abbigliamento”, da aprile a luglio, sono state autorizzate più di 82 milioni di ore di cig. Altre 45 milioni di ore nel settore pelli, cuoio e calzature, come rileva l’ultimo rapporto diffuso dal Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil nazionale”. Così l’agognata ripresa del Tac sembra allontanarsi, ancora una volta: “Stando alle previsioni contenute nell’ultimo rapporto Excelsior diffuso proprio pochi giorni fa – ha evidenziato Signore – nel trimestre settembre-novembre, le assunzioni saranno dimezzate rispetto a un anno fa nel comparto moda salentino. Viviamo in un clima di incertezza, ma dobbiamo guardare avanti. Siamo convinti che ci siano tutti i presupposti per far rinascere in provincia di Lecce un Tac di qualità, che possa fare da traino per la ripresa economica ed occupazionale del Salento, ma solo a condizione che non si facciano passi indietro sul contratto nazionale, su salari, sui diritti e sulla sicurezza dei lavoratori e che si investa sull’innovazione e su nuove iniziative di imprenditoria femminile che valorizzino le nostre tradizioni, instaurando un rapporto dialettico fra artigianato e industria. Dior ci ha dato il giusto input, ci ha mostrato che può essere un’idea vincente e ora sta a noi saper cogliere questa opportunità per creare buona e stabile occupazione”.
“È necessario mantenere alta l’attenzione sul settore tessile, sostenerne il rilancio e l’occupazione”, ha ribadito anche la responsabile del Coordinamento regionale Pari opportunità Uiltec, Annarita Gianniello, sottolineando che “il comparto impiega prevalentemente lavoratrici donne che non possono ricorrere allo smart working e combattono nel quotidiano con tante difficoltà, un settore dove non a caso sono enormi le richieste di cassa integrazione e tante le donne che oggi rischiano di perdere il posto di lavoro”.
I rappresentanti istituzionali hanno fatto “quadrato” intorno alla proposta della Uiltec, a cominciare dalla senatrice Pd Valeria Fedeli, già ministra dell’Istruzione con un lungo passato da sindacalista, che ha detto: “Dobbiamo tornare a puntare sull’alta qualità del nostro made in Italy e su una maggiore occupazione femminile, un intreccio importante del quale la politica deve tenere conto. Rilancio dei settori produttivi e forza-lavoro femminile: su questo ci spenderemo, anche per affrontare l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund”. Poi ha aggiunto: “Caratteristiche del settore tessile come questa straordinaria antica tradizione del tombolo sono parte del rilancio necessario per creare quella qualità e quell’eccellenza che possono ricomporre le filiere produttive della moda in quest’area”.
Per l’assessore regionale all’Industria culturale e turistica, Loredana Capone, “puntare sugli antichi mestieri che riguardano il settore del tessile e della moda e che valorizzano le nostre tradizioni è un’azione fondamentale per la cultura, per creare occupazione e anche per il turismo, che ha bisogno di nutrirsi di autenticità e unicità. In questo modo – ha sottolineato – si potranno valorizzare i tanti contenitori culturali esistenti, riempiendoli di botteghe artigianali e laboratori di produzione anche in co-working. L’intuizione della Uiltec è una grande opportunità sulla quale stiamo già lavorando. Gli strumenti per sostenere queste iniziative ci sono – ha concluso – e a questi si possono aggiungere nuovi strumenti creati ad hoc per la formazione”.
Ha lanciato invece la proposta di un brand territoriale il vicesindaco di Lecce, Alessandro Delli Noci. “Maria Grazia Chiuri – ha detto – ci ha dato l’opportunità straordinaria di rilanciare, da Lecce, il made in Italy facendo emergere molte aziende salentine. Ora va creato un brand territoriale che porti l’eccellenza salentina su un panorama internazionale. Abbiamo la necessità di valorizzare non solo l’esistente, ma di creare un nuovo comparto, di altissima qualità, abbiamo le competenze per poterlo fare. Non a caso, tutte le aziende del territorio che avevano commesse per Dior hanno poi raddoppiato gli ordini. Significa che lo spazio c’è, noi dobbiamo essere bravi a coltivarlo e, perché no, a creare anche un nostro marchio che possa lanciare il ‘brand Salento’ nell’alta moda internazionale”.
Per Confindustria Lecce è intervenuto il responsabile delle relazioni sindacali e industriali, Angelo Costantini, rimarcando la criticità della situazione del comparto a causa del Covid e raccogliendo l’invito dell’imprenditore Antonio Sergio Filograna (Leo Shoes) a fare “rete” tra imprese, istituzioni, associazioni di categoria e sindacati, per puntare ad un rilancio vero del Tac salentino. “Viviamo un momento difficile dopo il lockdown che ci ha messo ancora una volta a dura prova – ha evidenziato Filograna – ma guardo con fiducia al futuro. La Puglia e il Salento hanno grossi margini di miglioramento e dobbiamo cercare di non disperdere le possibilità che abbiamo davanti. Negli ultimi anni il Salento ha riscoperto una fetta di economia importante, quella del lusso, sulla quale dobbiamo continuare a puntare. Quel che serve è una rete di collaborazione ancora più profonda tra le imprese e non solo, per creare possibili sviluppi commerciali su larga scala. Si cresce solo se c’è collaborazione e unità di intenti”

ROCCO E LA SUA GUERRA

“La guerra di Rocco” è il titolo dello spettacolo in programma domani alle 21 a Vignacastrisi, in piazza Umberto I, nell’ambito della sesta stagione “Teatro Essenza”, che si avvale del sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Ortelle e del Comitato di gestione della biblioteca “Maria Paiano”.

In scena, per un testo scritto a quattro mani con Giovanni Delle Donne, l’attore magliese Massimo Giordano che impersona Rocco, contadino dalla nascita e un po’ “scemo del villaggio” che non sa nulla di trincea e di patria, e quando viene arruolato e inviato sul fronte della Prima Guerra Mondiale è preso da una frenetica euforia: l’occasione a lungo attesa per riscattarsi da una vita dura e senza prospettive. La guerra è pensata come un gioco dove si spara ma non si uccide, si viene colpiti ma non si muore e le pallottole sono barzellette, fanno solo ridere. L’illusione però dura pochissimo: Rocco s’immerge subito nella tragicità di un conflitto che continua a non capire, e lo racconta a modo suo, tra un fremito d’orrore e una risata, perché nonostante le bombe, i lanciafiamme, il filo spinato, i cadaveri, a volte la guerra è così tragica da far ridere a crepapelle.

Costumi di “Meghy Costumes d’Epoque” di Mesagne, ingresso libero con mascherina