CRITA – FESTIVAL DELLE ARTI

IX EDIZIONE

Acqua che scorre

“Shakespeare and me” è lo spettacolo di e con Andrea Pennacchi accompagnato dalle musiche dal vivo di Giorgio Gobbo in scena venerdì 11 settembre, al Teatro Comunale di Galatone, alle 21 (ingresso: 10 euro euro – biglietti su Ciaoticket) per “Crita. Festival delle arti”, rassegna itinerante dedicata allo spettacolo dal vivo, ideata e prodotta dalla cooperativa Ventinovenove con la direzione artistica di Gabriele Polimeno, Mary Negro e Giuseppe Bortone, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale Assessorato alla Cultura di Galatone.

L’ attore, drammaturgo e regista teatrale, noto al grande pubblico televisivo per il personaggio comico e satirico del “Pojana”, ospite fisso del programma Propaganda Live su LA7, in scena, racconta come Shakespeare, i suoi personaggi e le sue storie abbiano influenzato la sua vita e il suo modo di leggere l’umanità: una mappa sempre viva delle relazioni umane, uno strumento per interpretare il presente. Harold Bloom sosteneva che Shakespeare avesse inventato l’essere umano. Non possiamo saperlo con certezza, ma è certo che le sue opere continuano a parlare di noi.

ANDREA PENNACCHI Teatrista dal 1993, è autore di numerose opere teatrali tra le quali Eroi, Mio padre – appunti sulla guerra civile, Una Piccola Odissea e Pojana e i suoi fratelli. Coprotagonista della serie Petra per Sky e Tutto chiede salvezza per Netflix, ha recitato in diversi film, tra cui Io sono Li e Welcome Venice, entrambi per la regia di Andrea Segre, ne La sedia della felicità a firma di Carlo Mazzacurati, e in Suburra diretto da Stefano Sollima. Nel 2018 recita l’ormai noto monologo This is Racism – Ciao terroni, grazie al quale viene convocato come ospite fisso a Propaganda Live (La7). Nel 2023 vince il Nastro d’Argento e il premio Filming Italy Best Movie awards come miglior attore non protagonista per la serie Tutto chiede salvezza. Nel 2023 fa parte del cast del film Berlinguer – La grande ambizione, della seconda stagione di Tutto chiede salvezza e nel 2024 partecipa al film Primavera. In teatro tra il 2023 e il 2024 entra nel cast di Arlecchino? di Marco Balliani Ha pubblicato Pojana e i suoi fratelli, La guerra dei Bepi, La storia infinita del Pojanistan (People, 2020 e 2021), e il recente Shakespeare and me (People, 2022). Nel 2024 esce il suo ultimo libro, Se la rosa non avesse il suo nome (Marsilio editore)

Sabato 12 settembre (ore 21. Ingresso: 5 euro euro – biglietti su Ciaoticket), spazio alla musica a Maglie, all’Auditorium Cezzi, con il concerto di Gnut, il cantautore che unisce Napoli al folk internazionale. L’evento è in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Maglie.

Nome d’arte di Claudio Domestico, Gnut è uno dei più apprezzati cantautori della scena musicale napoletana contemporanea. Nato a Napoli nel 1981, è cantante, chitarrista, produttore e

compositore di colonne sonore. Autodidatta, inizia a suonare la chitarra da adolescente e nel 2003 dà vita al progetto artistico Gnut, attraverso il quale sviluppa uno stile personale che fonde folk, blues, canzone d’autore italiana e tradizione musicale napoletana. La sua musica si distingue per la grande sensibilità poetica dei testi, l’uso predominante della chitarra acustica e arrangiamenti essenziali che mettono al centro l’emozione e la narrazione. Tra le sue principali influenze figurano artisti come Nick Drake, Elliott Smith, John Martyn e la grande scuola della canzone napoletana rappresentata da Roberto Murolo. Nel 2008 pubblica il suo album d’esordio, DiVento, seguito da Il rumore della luce (2011), prodotto dal cantautore franco-britannico Piers Faccini. Nel corso degli anni realizza numerosi lavori discografici, tra cui Prenditi quello che meriti (2014), l’EP Domestico (2016), L’orso ’nnammurato (2019), nato dalla collaborazione con il poeta Alessio Sollo, e Nun te ne fa’ (2022), uno dei suoi lavori più maturi e rappresentativi. Parallelamente all’attività di cantautore, Gnut ha composto musiche per film e documentari e ha collaborato con numerosi artisti italiani e internazionali. Nel corso della sua carriera ha condiviso progetti e palchi con musicisti come Piers Faccini, Stefano Bollani, Mauro Pagani, Peppe Barra e molti altri.

CRITA. FESTIVAL DELLE ARTI è la programmazione estiva del progetto annuale CRITA! finanziato a valere sui fondi POC Puglia 2021-2027 e realizzato in partenariato i Comuni di Collepasso, Bagnolo del Salento, Cutrofiano, Galatone, Maglie, Zeronovenove con il patrocinio di Legacoop Puglia. La rassegna, che mette in connessione l’arte con il territorio e le comunità, è ideata e prodotta dalla cooperativa Ventinovenove con la direzione artistica di Gabriele Polimeno, Mary Negro e Giuseppe Bortone e quest’anno, da luglio a ottobre, tocca i comuni di Bagnolo del Salento, Collepasso, Cutrofiano, Maglie e Galatone. “Acqua che scorre” è il tema dell’edizione 2026 CRITA! L’acqua è scelta come immagine guida: elemento fragile e potente, capace di attraversare i luoghi, modificare i paesaggi, unire comunità, scavare memoria e generare futuro. Dopo le precedenti edizioni dedicate al rapporto tra arte, territorio, comunità e partecipazione, il festival continua il proprio percorso nei paesi del Salento, con particolare attenzione ai comuni del bacino dell’Asso e ai luoghi in cui la cultura può diventare occasione di incontro, rigenerazione e racconto collettivo. “Acqua che scorre” è un invito a non restare fermi. A riconoscere che i territori, come le persone, vivono solo se attraversati: da storie, relazioni, visioni, desideri. L’acqua diventa così metafora di una cultura che non si chiude nei contenitori tradizionali ed è un elemento fondamentale che richiama anche il titolo della rassegna: la creta. Senza acqua l’argilla resta polvere, con l’acqua diventa forma. Allo stesso modo, senza relazione la cultura rischia di restare evento isolato.