Il piano di destra e centro-sinistra in questi ultimi decenni è stato chiaro: tagli alla sanità pubblica per favorire la privata. Si crea il malcontento e si giustificano quindi ulteriori tagli che producono ulteriore inefficienza. La colpa viene scaricata sui lavoratori della sanità ed intanto i pazienti della medesima classe sociale, stessa parte lesa, abboccano.
Si arriva ad un cannibalismo della classe lavoratrice, che invece di unirsi viene portata a dividersi ed auto-sabotarsi.
Ad un anno e mezzo dall’inizio della pandemia ancora reparti chiusi, carenze di personale, esternalizzazioni a cooperative sfruttatrici, numero chiuso nelle facoltà di medicina, nessuna volontà di mettere freno all’intramoenia…non è cambiato nulla.
La dove il diritto ad un lavoro fisso e stabile diventa una merce rara da barattare o da distribuire a pochi, diventa anche ragione di odio dove la lotta per avanzare i diritti di tutti i lavoratori viene abbandonata.
Noi Comunisti lavoriamo ancora per l’unità dei lavoratori e per un sistema che segua i loro bisogni.
( “Sono 2.839 le imprese attive nel settore della «sanità e assistenza sociale» in Puglia. Negli ultimi dieci anni sono aumentate di 1.114 unità, pari al 65 per cento (ce ne erano 1.725 a fine 2010).. In particolare, 921 hanno sede in provincia di Bari ; 207 in quella di Barletta-Andria-Trani ; 295 in quella di Brindisi ; 361 in quella di Foggia ; 678 in quella di Lecce e 371 in quella di Taranto” FONTE: uno studio condotto da Davide Stasi, responsabile dell’Osservatorio economico Aforisma)

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