Arrivano come ogni anno le morti “per caldo” dei lavoratori. Ma sono veramente morti “per caldo” o morti sul lavoro? I lavoratori non muoiono per caso, c’è sempre una logica, quella del profitto dell’imprenditore.Turni troppo lunghi, sicure dei macchinari manomesse, l’utilizzo di meno personale di quello che il carico di lavoro richiederebbe, mancanze di dpi, sono solo alcune delle dinamiche legate a quella logica egoistica: abbassare i costi, massimizzare i profitti (privati).
Perché mai il caldo dovrebbe essere diverso?
Gli imprenditori sanno che fare lavorare le persone con queste temperature è disumano, specialmente a certi orari, specialmente con turni sfiancanti e con un mix delle dinamiche nominate precedentemente, ma lo fanno comunque perché il lavoratore, in questo sistema, non è essere umano ma strumento per l’arricchimento della classe padronale.
Noi non ci limitiamo a chiedere controlli da parte delle forze dell’ordine e di certo non imploriamo gli imprenditori di essere più umani. Noi chiediamo a tutti i lavoratori ed i disoccupati di unirsi nella lotta per costruire una società senza sfruttati e sfruttatori. La storia insegna che la lotta ripaga i lavoratori e la pace sociale li mette sotto terra.”

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