«La gravità dei fatti emersi dall’inchiesta “Favori&Giustizia”,  alla luce dell’incarico rivestito dal dottor Siciliano all’interno della Asl di Lecce, avrebbero verosimilmente imposto l’avvio di un procedimento disciplinare volto al licenziamento, con contestuale sospensione cautelare dal servizio fino alla definitività della sentenza penale oltre che la revoca degli incarichi dirigenziali attribuiti. Su questo, oggi, chiediamo chiarimenti alla stessa Asl, dalla quale ci aspettiamo un atteggiamento corretto ed esemplare, anche a tutela della sua stessa immagine».
Così i portavoce alla Camera dei Deputati del M5S, Leonardo Donno e Valerio Iunio Romano. Nelle scorse ore la richiesta di delucidazioni è stata inoltrata alla direzione gerenale dell’azienda sanitaria.
«Come emerso da recenti notizie di stampa – si legge –  il dottor Carlo Siciliano, direttore del Dipartimento di Medicina ed igiene ambientale dell’Asl di Lecce, è stato condannato dal Tribunale di Potenza a 5 anni di reclusione nell’ambito del processo che ha visto coinvolto il sostituto procuratore Arnesano. All’origine dell’inchiesta “Favori&Giustizia” ci sarebbe un precedente procedimento, in cui Siciliano è indagato per concussione e corruzione di titolari di associazioni impegnate in attività di soccorso pubblico, riguardo al servizio di emergenza del 118 in convenzione con l’Azienda sanitaria. Secondo quanto si legge nella sentenza “i reati erano spesso orditi e programmati nella stessa “cabina di regia”, ovvero nell’ufficio di Carlo Siciliano all’interno dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce e nel locale adibito a ristoro ad esso adiacente, nella quale si concludevano accordi e si studiavano le strategie criminali sotto l’abile e fattiva regia di quest’ultimo, con le medesime modalità e sistematicità delle condotte, ovvero sfruttando la fitta e consolidata rete di relazioni che Siciliano intesseva con i suoi amici e colleghi dirigenti, sia medici che amministrativi, tra i quali Giorgio Trianni, Ottavio Narracci, Luigi De Santis, dirigente dell’Area Patrimonio, nonché Maurizio Scardia, responsabile del servizio del 118 della Asl di Lecce.
Anche nell’interesse di codesta Asl,che ha visto lesa la propria immagine in ragione delle condotte ascritte al dottor Siciliano – si legge in chiusura –  con la presente gli scriventi chiedono chiarimenti circa le azioni disciplinari poste in essere nei confronti del dottor Siciliano, nonché l’intervenuta revoca degli incarichi dirigenziali anteriormente attribuiti».

DONNO E ROMANO (M5S)

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