E anche l’ultima maschera dei grillini viene gettata: la difesa della cosa pubblica come bene prezioso per la comunità, così tanto professata dalla comunità grillina locale (TAP, Xylella, ecc) e nazionale diviene favola inverosimile da raccontare ai fanciulli per farli addormentare nelle lunghe sere invernali.
Mentre il governo Conte si dibatteva per cercare di resistere attaccato alle poltrone romane così ben remunerate e tutti i parlamentari si adoperavano alacremente per evitare le elezioni e, di conseguenza, la perdite delle loro prebende e lauti stipendi, nel totale silenzio delle istituzioni locali (leggasi comune di Otranto), anzi con il loro appoggio istituzionale, si consumava l’ennesimo, abominevole, atto di svendita del patrimonio nazionale mediante il regalo di ben 6 ettari di terreno, immobili e infrastrutture, per soli 900 mila euro.
Il compratore, un membro della famiglia Bleve (già proprietari di vari insediamenti turistici come la Masseria Muzza, il Baia dei Turchi Resort e la masseria Lucia Giovanni a Lecce), ringrazia sentitamente.
Infatti con soli 900mila euro si porta a casa, oltre come già detto 6 ettari della più bella e prestigiosa zona turistica salentina, anche due piscine, otto campi da tennis e da calcetto, un maneggio, una palestra, un centro congressi, un ristorante, un bar ed una discoteca, tutti siti all’interno della tenuta. Inoltre, incluso nell’offerta, c’è anche una serie di modifiche al PUG del comune di Otranto che permetteranno al neo proprietario un consistente aumento della cubatura, che si tradurrà un aumento della percentuale di cemento (fabbricati e strutture varie) presente all’interno della struttura.
Ovviamente della rinascita del polo del divertimento idruntino non potranno godere tutti i cittadini indiscriminatamente: infatti fine ultimo dell’investimento della famiglia imprenditrice è quello di creare un resort di lusso per accogliere pochi eletti danarosi che faranno lievitare ulteriormente i profitti della stessa.
Ci si chiederà come è stato possibile regalare un bene pubblico di tale potenzialità turistica, ricettiva ed economica: beh è presto detto.
L’iter è sempre lo stesso ed è quello che viene utilizzato in tutte le regioni italiane e che noi del PC continuiamo a denunciare inascoltati da anni: le amministrazioni comunali, provinciali o regionali, vuoi per interessi di parte e vuoi per mancanza oggettiva di capacità politica e cultura gestionale della “res publica”, attraverso la non cura del proprio patrimonio e il totale stato di abbandono in cui lasciano morire le proprie ricchezze paesaggistiche e architettoniche, deprezzano coscientemente tali gioielli riducendoli a vere e proprie “topaie” che poi, affidate alle varie società pubbliche addette all’alienazione e vendita dei beni pubblici, li regalano in ripetuti bandi di gara che abbassano ulteriormente il prezzo fino ad arrivare alla cifra “richiesta” dal capitalista di turno per acquisire la proprietà del bene.
E così si svendono “al banco dei pegni” del capitalismo arrembante i beni su cui poggia la stabilità economica del nostro paese in cambio di pochi spiccioli che vengono ridestinati ad attirare capitalisti arrembanti nel nostro territorio attraverso crediti ed elargizioni a fondo perduto e fiscalità privilegiate che dissanguano ulteriormente le nostre casse a discapito degli investimenti nel sociale e per il bene della comunità.
Per questo rimarchiamo, nuovamente, le vergognose manovre che tendono a svuotare l’Italia dai proprio beni pubblici per rimpinguare profitti e profittatori locali ed internazionali.
Additiamo la classe politica italiana di ieri e di oggi come i veri responsabili del voluto e ripetuto impoverimento del popolo italiano per soddisfare i propri interessi di parte e di casta favorendo i profitti dei propri “padroni” nazionali ed esteri.

Partito Comunista
Segreteria provinciale di Lecce

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