Niente di nuovo per la zona dei campi agricoli di Nardò dove un altro imprenditore è stato pizzicato nella solita attività: fare lavorare braccianti stranieri a nero, per ore infinite, senza dispositivi di protezione, senza modo di dissetarsi e rinfrescarsi, il tutto per pochi spicci.
Lo sfruttamento va avanti da anni, sappiamo che i casi che ci vengono raccontati rappresentano solo la punta dell’iceberg.
Tutti sanno, ma il mostro non si abbatte, perché?
I problemi si risolvono a monte, non a valle. Viviamo in un sistema basato sul profitto privato, sulla competizione e sullo sfruttamento, questo sistema si chiama Capitalismo.
Ogni tentativo di edulcorare questo veleno è risultato completamente futile ed i pochi diritti conquistati col sangue sono stati spazzati via con qualche firma da chi da destra e sinistra fa gli interessi dei padroni.
Bisogna capire che lo sfruttamento in questo sistema è inevitabile:
se il prezzo del prodotto agricolo va oltre una certa somma non potrà essere venduto;
se il bracciante viene pagato in maniera giusta il padrone non sarà padrone a lungo;
In poche parole o sfrutti oppure da padrone diventi un lavoratore o un disoccupato. Chi sceglie la prima opzione da piena dimostrazione del concetto che solo il socialismo produce uomini, il capitalismo produce bestie.
Mille leggi non fermeranno la forza materiale della pressione che il peso del contesto economico esercita sulla società.
Serve quindi una nuova economia, un nuovo ordinamento sociale, serve eliminare la figura del padrone, serve il socialismo a guida comunista, un sistema che si muove in base ai bisogni della maggioranza della popolazione, i lavoratori.
Il Partito Comunista continua a lavorare per costruire l’unità dei lavoratori di tutti i settori e di tutte le etnie, unico strumento per una lotta ed un cambiamento reale.

Di admin

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