“Il Covid-19, il turismo, la Puglia: e ora? La decisione politico-istituzionale, il rischio d’impresa, le ricadute sul territorio: lo scenario, le domande, le risposte” è il convegno organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università del Salento e in programma online sabato 16 maggio 2020 alle ore 10 (per partecipare: https://cutt.ly/covid16052020). Patrocinato dalla Regione Puglia – Assessorato all’Industria Turistica e Culturale -Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali, il convegno punta ad aprire un dibattito plurale e trasversale per competenze scientifiche, imprenditoriali e istituzionali, sulle ricadute dell’emergenza sanitaria sull’industria del turismo pugliese.

    Il convegno è articolato in due sessioni. La prima, “Lo scenario”, coordinata da Vincenzo Tondi della Mura, docente UniSalento di Diritto costituzionale, vedrà gli interventi dei docenti UniSalento Mario Esposito (Diritto costituzionale), Amedeo Maizza (Economia e gestione delle imprese) e Vittorio Boscia (Economia degli intermediari finanziari), e di Vito Pinto, docente di Diritto del lavoro all’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. La seconda sessione, “Le domande e le risposte”, sarà coordinata dal giornalista Vincenzo Maruccio e vedrà gli interventi degli imprenditori: Damiano Reale e Andrea Montinari per il settore alberghiero, Mauro Della Valle per il settore balneare, Davide De Matteis per il settore ristorazione, Faber Urgesi per il settore spettacolo e intrattenimento; alle domande risponderanno Loredana Capone, Assessora Industria turistica e culturale – Regione Puglia, e Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio – Regione Puglia. Conclusioni a cura del Rettore UniSalento Fabio Pollice.

 

    «L’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia da Covid-19 ha di fatto già pregiudicato l’esito della stagione turistica pugliese del 2020», sottolinea il professor Tondi della Mura, «Mentre la tenuta dell’offerta turistica presuppone condizioni di stabilità e certezza, al momento prevale la plurima incertezza sulla perdurante minaccia dell’epidemia virale, l’entità del lockdown in corso (internazionale, nazionale e regionale), nonché la misura dei connessi limiti cui vincolare le libertà individuali e imprenditoriali. Di qui il sovradimensionamento del rischio d’impresa gravante sui singoli operatori dei numerosi settori variamente coinvolti (ricettivo-alberghiero, case-vacanze, balneare, ristorazione, spettacolo e turismo, commercio, eccetera). Un sovradimensionamento suscettibile di pregiudicare irrimediabilmente le imprese coinvolte, nel duplice caso di riapertura o di relativa e temporanea chiusura. Nel primo caso», continua il docente, «in ragione dell’entità degli investimenti da anticipare (aggravati da quelli ulteriori ottemperanti le misure di sicurezza sanitarie) a fronte di un prossimo futuro del tutto aleatorio; nel secondo caso, in ragione delle spese fisse parimenti gravanti sull’impresa indipendentemente dall’effettivo esercizio della relativa attività (tasse, rifiuti, ratei bancari eccetera). Ai problemi derivanti dall’insostenibilità di un rischio d’impresa così sovradimensionato si aggiungono quelli connessi all’occupazione effettivamente fruibile, inevitabilmente segnata dall’oggettiva riduzione dello spettro di offerte promovibili da un’industria turistica così dimidiata. Il tutto con l’ulteriore pericolo di esporre imprenditori e lavoratori alle false garanzie offerte dalla malavita organizzata (prestiti a tassi usurai e altro), già variamente paventato dal Ministero degli Interni. Di tutti questi aspetti parleremo nel corso del convegno».