“Facciamo un appello al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte affinché la richiesta di impugnativa dell’articolo 26 del Bilancio regionale dinanzi alla Corte Costituzionale avanzata dal Ministero dell’Ambiente non venga accolta, perché obbligare il Salento al reimpianto di soli ulivi resistenti condanna l’area infetta di Lecce, Brindisi e Taranto ad una monocoltura, con il rischio che un virus o patogeno alieno azzeri il patrimonio produttivo del territorio, come già avvenuto con la Xylella”, è quanto chiede il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, a seguito della richiesta di impugnativa da parte del Ministero dell’Ambiente e del giudizio negativo del Ministero dei Beni Culturali che definisce l’articolo 26 ‘In contrasto anche con l’azione congiunta” messa in atto con il Protocollo per i reimpianti.

“Facciamo un appello accorato ai Ministri perché comprendano le ragioni del mondo agricolo che ha bisogno di ripartire e riappropriarsi del proprio futuro imprenditoriale. Resta la vitale necessità – insiste Muraglia –  liberalizzare tutte le pratiche agronomiche, non condizionando i reimpianti alle sole specie olivicole resistenti, per non vanificare progettualità e finanziamenti per la diversificazione delle filiere agroalimentari e la rigenerazione del Salento”.

“Chiediamo un incontro urgente ad horas con la Regione Puglia perché anche i 300 milioni stanziati dal Piano per la ricostruzione del Salento restano così bloccati, a partire proprio da quelli assegnati al DAJS  che andrebbero in fumo perché, senza i necessari provvedimenti ordinamentali nazionali, vanificando progettualità e finanziamenti per la diversificazione delle filiere agroalimentari”, conclude il presidente Muraglia.

 

Bari, 2 gennaio 2019